Copia incolla da internet con fatturati milionari, beffato anche un architetto in Brianza

Le fatture fittizie attestavano “sulla carta” lo svolgimento di ricerche di mercato e analisi di marketing fondate su studi e approfondimenti ,mai fatti.

Copia incolla da internet con fatturati milionari, beffato anche un architetto in Brianza
Monza, 22 Febbraio 2018 ore 11:27

Tra le grinfie di due truffatori seriali bresciani è finito anche lui: un architetto dipendente di un comune brianzolo che si è visto sottrarre, a sua insaputa, una presentazione fatta ad un seminario sulla certificazione energetica in edilizia. Presentazione copiata e incollata dal web da due coniugi residenti nel bresciano e poi rivenduta come originale per un “fatturato infragruppo” di circa 550mila euro.

Copia incolla da internet con fatturati milionari: l’operazione della GdF

La vittima purtroppo non è la sola. Tra i casi più emblematici ricostruiti dalle Fiamme Gialle di Brescia vi sono:  la copiatura di slide preparate per i propri studenti da un Professore universitario di Economia dell’Ateneo di Modena e Reggio Emilia, “fatturate infragruppo” per oltre 500.000 euro. E poi il “copia incolla” di una tesi di laurea presentata da una studentessa residente nel tortonese per il conseguimento del titolo specialistico in “Editoria e Comunicazione Multimediale”, “fatturata infragruppo” e venduta per 300.000 euro. E ancora le slide predisposte da un medico del lavoro di Verona per un progetto formativo sui protocolli sanitari nel settore dell’edilizia, “fatturate infragruppo” per oltre 200.000 euro e molte altre.

Un giro di fatture false per 100 milioni di euro

A seguito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Brescia, i militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria Guardia di Finanza di Brescia hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 14 milioni di euro, pari al profitto dei reati commessi, individuando e sequestrando effettivamente beni immobili valutati per 1 milione di euro. L’Operazione “FAKE DOWNLOAD”, ha portato alla luce un giro di fatture false (del valore di oltre 100 milioni di euro), emesse/ricevute da società appartenenti allo stesso “gruppo imprenditoriale” (cinque società con sede dichiarata a Brescia e una a Bedizzole) riconducibili a due coniugi di Brescia, entrambi già condannati nel 2017 per bancarotta fraudolenta.

Ricerche di mercato copiate e incollate

Le fatture fittizie attestavano “sulla carta” lo svolgimento di ricerche di mercato e analisi di marketing fondate su studi e approfondimenti che, di fatto, tali società non avevano mai realizzato. Questi “studi” altro non erano che materiale reperito online e posto a corredo delle false fatture. I finanzieri, difatti, hanno scoperto che i dossier indicati nelle fatture fittizie erano il plagio di materiale didattico già realizzato da altri soggetti del tutto estranei alle suddette società.  Tale materiale era destinato ad uso di insegnanti/studenti universitari ovvero per corsi di formazione in materia di lavoro. Il “copia-incolla” dei documenti veniva fraudolentemente venduto, dunque, come ricerca di mercato “originale”.

I reati

I responsabili, dunque, sono stati denunciati non solo per reati tributari, ma anche per violazione della normativa posta a tutela del diritto d’autore. Le indagini della Guardia di Finanza hanno, così, consentito agli ignari autori delle opere indebitamente “scaricate” da Internet di prendere contezza dell’utilizzo fraudolento dei propri lavori, così da tutelare i diritti relativi alla propria attività intellettuale.

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