Coronavirus, denunciato ultras volontario, l’intervento del Comune

Un 29enne era stato beccato dalla Polizia locale mentre consegnava pasti per l'emergenza coronavirus dopo un bicchiere di troppo al pranzo pasquale

Coronavirus, denunciato ultras volontario, l’intervento del Comune
Monza, 14 Aprile 2020 ore 20:29

Coronavirus, denunciato ultras volontario, l’intervento del Comune. Un 29enne della curva del Monza era stato beccato dalla Polizia locale mentre consegnava pasti a medici e infermieri dopo aver bevuto un bicchiere di troppo al pranzo di Pasqua.

L’intervento del Comune

“Non bisogna confondere la straordinaria attività dei volontari che, ogni giorno, portano un pasto caldo a chi è in prima linea nella battaglia contro il Coronavirus con l’episodio di un singolo. Questa è la linea di demarcazione che voglio sia chiara”. Così il sindaco di Monza Dario Allevi interviene in merito alla vicenda di cronaca che domenica ha visto coinvolto un giovane volontario della Curva “Davide Pieri”.

Coronavirus e volontariato, i fatti

Il volontario, nella giornata di Pasqua, è stato fermato in viale Cesare Battisti ad un posto di blocco della Polizia locale. Secondo la ricostruzione del Comando di via Marsala il giovane alla guida avrebbe dovuto sottoporsi al pre-test alcolico. Lo stesso, pur ammettendo di aver bevuto durante il pranzo di Pasqua, si è rifiutato di effettuare la verifica del tasso alcolemico. Pertanto è scattato il sequestro dell’auto e la denuncia penale, come previsto dalla legge.

Polizia Locale ed “esercito del bene” alleati contro il Coronavirus

“Gli agenti – proseguono il sindaco e l’assessore alla Sicurezza Federico Arena – stanno lavorando senza risparmiarsi per la sicurezza di tutti, sacrificando anche gli affetti familiari. Con lo stesso amore per la propria città sta lavorando l’enorme “esercito del bene” formato da centinaia di volontari che stanno combattendo insieme a noi questa guerra, investendo il loro tempo, le loro energie e la loro passione. Questo episodio non deve sporcare il grande lavoro che tutti insieme, ognuno con il proprio ruolo, stiamo svolgendo. Dobbiamo avere la forza di guardarci negli occhi e andare avanti. La guerra non è ancora finita e la possiamo vincere solo insieme”.

Controlli coronavirus, “non si fa cassa”

I soldi delle sanzioni allo Stato. L’Amministrazione Comunale precisa che le sanzioni elevate dalla Polizia locale in caso di violazioni del lockdown come stabilito dal Governo e dalle ordinanze regionali non servono a “fare cassa”. Queste risorse, infatti, vanno direttamente allo Stato e alla Regione e non ai Comuni. Inoltre non c’è alcuna normativa che sospende, per l’emergenza da Covid – 19, i controlli per guida in stato di ebbrezza. La Polizia Locale può e deve continuare a fare gli alcol test.

Incontro con il comandante

Nel frattempo, proprio in un’ottica incentrata alla distensione, il comandante della Polizia locale, Pietro Curcio, ha dato al sindaco la propria disponibilità ad un momento con i ragazzi della Curva “Davide Pieri” per portare la vicinanza dell’intero corpo a tutti i volontari impegnati in questa emergenza sanitaria.

Il comunicato della curva

La curva biancorossa aveva portato l’accaduto all’attenzione dell’opinione pubblica si è espressa con un duro comunicato: “Nessuno contesta la legge e le norme del Codice della strada – aveva commentato il leader degli ultras Fausto Marchetti – Se si beve, non si guida. I contorni della vicenda potevano però essere caratterizzati da maggiori dosi di buon senso. C’era il passeggero, stava arrivando un’altra auto di nostri volontari. E invece sono state chiamate in ausilio altre pattuglie. Facciamo tanto disinteressatamente e a nostre spese, essere messi anche così alla berlina fa pensare. Anche perché quei pasti arrivano anche alla Polizia locale del Comune”.

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