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Coronavirus: San Gerardo e Bicocca pronti a sperimentare il vaccino italiano

La prima fase coinvolgerà 80 volontari sani

Coronavirus: San Gerardo e Bicocca pronti a sperimentare il vaccino italiano
Monza, 03 Agosto 2020 ore 14:51

L’ospedale San Gerardo e l’Università Bicocca pronti a sperimentare il vaccino contro il coronavirus sviluppato da Takis e dalla monzese Rottapharm Biotech.

La Asst di Monza è stata in prima linea durante la fase acuta dell’epidemia, oltre 1750 pazienti trattati tra marzo e maggio e ha sostenuto uno dei più grandi studi di storia naturale della malattia, “Storm”, che ha raccolto i sieri di oltre 600 pazienti durante la pandemia e che serviranno per le ricerche future.

“Un vaccino innovativo”

Spiega Paolo Bonfanti, professore Associato di Malattie Infettive dell’Università di Milano Bicocca e direttore del Reparto di Malattie Infettive del San Gerardo. “Si tratta di un vaccino innovativo perché, a differenza di altri attualmente in sperimentazione, non utilizza per la produzione di anticorpi un vettore virale, ma è costituito da un frammento di dna che, una volta iniettato nel muscolo stimola una reazione immunitaria (sia di tipo anticorpale che cellulare) che previene l’infezione”. E aggiunge. “Questa piattaforma tecnologica assicura inoltre la ripetibilità della vaccinazione se la risposta non fosse duratura”.

“Tecnologia adattabile in caso di mutazione”

“La tecnologia in sviluppo presenta molti vantaggi rispetto ad altre – precisano Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm e Luigi Aurisicchio amministratore delegato e direttore scientifico di Takis – tra cui la possibilità di essere facilmente e rapidamente adattabile nel caso il virus dovesse “mutare” il suo codice genetico nel tempo”.

La sperimentazione sull’uomo

La sperimentazione sull’uomo, il primo passo verso l’utilizzo del vaccino su larga scala, sarà condotta presso il Centro di Ricerca di Fase 1 della Asst di Monza, diretto dalla professoressa Marina Cazzaniga, e coinvolgerà  80 volontari sani, che saranno portati fino a 200 nella cosiddetta Fase 2 immediatamente successiva.

“Il Centro di Ricerca di Fase 1 della Asst di Monza è uno dei pochissimi centri di sperimentazione sui volontari in Italia (sono 11 in totale) e uno dei 3 centri che si trovano in un ospedale pubblico – sottolinea la professoressa Cazzaniga – Stiamo partendo con la raccolta di adesione e di screening dei volontari che prenderanno parte alla
sperimentazione, per essere pronti a trattare i primi soggetti a inizio dicembre”.

“Risultato ottenuto facendo rete”

“Sono particolarmente orgoglioso che l’azienda ospedaliera del San Gerardo sia in prima linea a livello italiano per la sperimentazione di un innovativo vaccino per il Covid basato sul dna: si tratta di un altro risultato della “rete” del sistema Monza sviluppata grazie alla fortissima integrazione con l’Università Bicocca di Milano e la primaria azienda Rottapharm Biotech di Monza”, commenta Mario Alparone, direttore generale dell’Asst di Monza.

Parole cui fanno eco le dichiarazioni di Giovanna Iannantuoni, rettrice dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. “Sin dall’inizio della pandemia abbiamo messo in campo tutte le nostre competenze scientifiche per contrastare gli effetti del Covid-19. Ora parte la sperimentazione di questo innovativo vaccino che coniuga clinica e ricerca e che potrebbe rappresentare una risposta decisa al Coronavirus”.

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