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La sentenza

Corruzione, la Corte dei Conti condanna ex consigliere di Carate

Maurizio Altobelli venne condannato nell'inchiesta su tangenti e Pgt: all'epoca esponente del Pdl e membro della commissione urbanistica è chiamato a risarcire oltre un milione di euro.

Corruzione, la Corte dei Conti condanna ex consigliere di Carate
Cronaca Caratese, 24 Aprile 2021 ore 13:03

L’ex consigliere del Popolo della Libertà, Maurizio Altobelli – travolto nel luglio 2012 dall’inchiesta «Carate Nostra» – è stato condannato dalla Corte dei Conti regionale ad un maxi-risarcimento di 1 milione e 86 mila euro per il danno causato all’immagine del Comune di Carate Brianza.

Danno d’immagine al Comune di Carate

L’ex membro della commissione Urbanistica di Carate Brianza, classe 1957, esponente dell’allora maggioranza di centrodestra guidata dal sindaco Marco Pipino, fu tra i primi ad essere raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, all’alba del 6 luglio 2012, nell’indagine condotta dalla Procura di Monza che scoperchiò un vero e proprio sistema corruttivo legato al Piano di governo del territorio fatto di favori e di tangenti per ottenere le modifiche delle destinazioni d’uso di alcuni terreni nella grossa operazione che portò poi alla realizzazione del magazzino «Bricoman» e che era emerso dopo il sanguinoso omicidio a Desio dell’imprenditore siciliano Paolo Vivacqua avvenuto il 14 novembre del 2011.

L’arresto, poi la condanna nel 2013

Per quei fatti Altobelli era stato condannato dal Tribunale di Monza nel marzo 2013, insieme ad altri tre coimputati: l’architetto Giorgio Aldeghi, il geometra Giampietro Gerosa e Caruso Calogero Licata, prestanome del 51enne imprenditore siciliano freddato nel suo ufficio a Desio.

La Procura ha quantificato l’importo del danno pari al doppio delle quattro dazioni materialmente erogate come tangenti ad Altobelli e alla famosa «cooperativa»: la prima da 391.500 per l’operazione Bricoman – accuratamente dettagliata e annotata sul prospetto dei pagamenti recuperato nell’ufficio dell’imprenditore ucciso – e altre tre del valore: di 30 mila euro, 50 mila e 62.580 euro per altre operazioni di modifiche al Pgt su terreni. Per un totale di 1 milione e 86 mila euro.

«E’ pacifica – hanno scritto i giudici della Corte dei Conti – l’avvenuta lesione dell’immagine del Comune di Carate Brianza, posto che le condotte delittuose in contestazione avrebbero suscitato gravi sentimenti di riprovazione all’interno ed all’esterno dell’Amministrazione, in termini di diffuso clamor fori: l’aver ingenerato l’idea, presso la comunità locale, che i soggetti preposti a pubblici uffici siano dediti alla commissione di gravi delitti per finalità di arricchimento personale avrebbe prodotto, in capo all’ente pubblico di appartenenza, un deterioramento della propria immagine presso la cittadinanza».

Il servizio completo sul Giornale di Carate in edicola martedì 27 aprile.

 

 

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