Ecco cosa chiedono i sindacati ai 55 Comuni brianzoli

Le Organizzazioni Sindacali chiedono alle Amministrazioni Comunali di attivare un confronto in vista della definizione del bilancio di previsione 2018

Ecco cosa chiedono i sindacati ai 55 Comuni brianzoli
Cronaca 21 Novembre 2017 ore 12:11

Le Organizzazioni Sindacali chiedono alle Amministrazioni Comunali di attivare un confronto in vista della definizione del bilancio di previsione per l’anno 2018

L’incontro a San Rocco

Le Organizzazioni Sindacali (Cgil, Cisl e Uil) chiedono alle Amministrazioni comunali di attivare un confronto in vista della definizione del bilancio di previsione per l’anno 2018. La richiesta intende dare continuità a quanto avvenuto negli scorsi anni per una definizione condivisa di iniziative e strumenti utili a realizzare obiettivi di miglioramento della qualità della vita, della solidarietà e della coesione sociale.

Ecco cosa chiedono i sindacati ai 55 Comuni brianzoli

Una collaborazione solida

“Lo scorso anno la maggior parte dei Comuni della Brianza ha accolto la richiesta – hanno spiegato i referenti – favorendo l’attivazione di processi di miglioramento amministrativo e consentendo nello stesso tempo una maggiore consapevolezza delle scelte operate dalle Amministrazioni fra gli iscritti alle nostre Organizzazioni”.

Ecco i punti affrontati

“In particolare i temi che sono stati esaminati sono il regime delle addizionali comunali, la progressività e le soglie di esenzione; le azioni per il contrasto dell’elusione e per il recupero dell’evasione fiscale; l’applicazione della normativa ISEE; le tariffe relative ai servizi di raccolta e smaltimento rifiuti e le proposte di miglioramento qualitativo; le politiche del territorio, dell’ambiente e della casa; le misure anti crisi (fondi dedicati e azioni specifiche); il tema del diritto allo studio; la razionalizzazione delle aziende partecipate e controllate; gli interventi da garantire in risposta alle diverse situazioni di fragilità, con particolare riferimento ai cittadini anziani e non autosufficienti; le politiche tese ad una reciproca conoscenza ed efficace e positiva interazione tra le comunità locali e quelle provenienti da altre realtà, in particolare riguardo all’accoglienza dei richiedenti la protezione internazionale, dei minori stranieri non accompagnati e ai cittadini migranti stabilmente residenti sul territorio”.

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