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"Costretta a dormire in auto. Non ce la faccio più"

Fabrizia Villa, 51 anni e invalida al 100 per cento, ha perso tutto: famiglia, casa e lavoro. Da anni la brianzola partecipa, invano, ai bandi per un alloggio popolare. «Non ce la faccio più, ho bisogno di aiuto»

"Costretta a dormire in auto. Non ce la faccio più"
Cronaca Caratese, 30 Maggio 2021 ore 17:10

"Costretta a dormire in auto. Non ce la faccio più". Da anni la brianzola partecipa, invano, ai bandi per un alloggio popolare. «Ho bisogno di aiuto»

"Costretta a dormire in auto. Non ce la faccio più"

Nel bagagliaio ha stipato quanto rimane dei suoi averi. Qualche vestito, lo stretto necessario per l’igiene personale, un vecchio microonde e un sacchetto pieno dei medicinali, indispensabili per tenere sotto controllo le sue precarie condizioni di salute.
Fabrizia Villa ha 51 anni e una vita difficile alle spalle. Un divorzio complicato e una serie di patologie che l’hanno resa invalida al 100 per cento. E da una decina di giorni si trova costretta a dormire in macchina, una Fiat 500 rosa, una delle ultime cose di proprietà a esserle rimasta.

"Dormo un po’ dove capita - ha spiegato senza riuscire a trattenere le lacrime - Mi fermo soprattutto nei parcheggi dei supermercati. Non mi è rimasta altra scelta, anche se ho paura, lo ammetto". Insieme a lei, ci sono i due cagnolini «Perla» e «Duchessa», "che dormono sul sedile accanto al mio", ha detto indicando una piccola cuccia appoggiata sul lato passeggero.

Un passato da commessa

Fino a qualche anno fa, Villa lavorava come commessa. Era stata anche assunta da una grande catena di supermercati, dove ha prestato servizio per diversi anni. Poi, l’insorgere di diverse patologie le ha impedito di proseguire con la propria professione. Percepisce una pensione di invalidità mensile che però non è sufficiente a coprire le spese di un appartamento. Fino a poco tempo fa abitava a Sovico, in un piccolo appartamento dalla quale però è stata allontanata dai padroni dell’immobile. "I servizi sociali di Sovico (Comune in cui è residente, ndr) mi hanno pagato una settimana in un albergo di Monza - ha precisato - Poi però avrei dovuto proseguire io coi pagamenti. Sono 40 euro a notte, pasti esclusi. Come faccio a coprire questi costi con la pensione di invalidità?".

Gli amici le danno una mano

Villa ha una figlia di 21 anni che va all’università e che abita insieme ai nonni, gli ex suoceri della donna. A darle una mano c’è solo un’amica che la ospita quando può. "I rapporti con mia madre sono difficili da tempo e non posso contare su di lei. Non mi restano che le amiche, ma di certo non posso trasferirmi da loro". E così la sera, al volante della sua «500» raggiunge il parcheggio di qualche supermercato e si prepara a trascorrere così la notte.

"Dormire in auto mi fa paura"

"Per fortuna è maggio e non fa freddo. Ma dormire in auto mi fa paura. In primo luogo per una questione di sicurezza. Recentemente mi hanno anche vandalizzato l’auto, scassinandomi la portiera che ora non si chiude bene". Ma a preoccupare la donna sono anche sue le precarie condizioni di salute. "Sono numerosi i medicinali che devo prendere a cadenza quotidiana, così come sono molte le visite cui devo sottopormi. Le mie condizioni sono ormai piuttosto gravi". Eppure non è mai riuscita a ottenere un alloggio popolare. "Sono cinque anni che partecipo ai bandi - ha sottolineato sconfortata - L’ultimo per il quale ho fatto domanda era per avere una casa a Lissone, ma sono arrivata 27esima a fronte di sole sei unità abitative disponibili. Sembra che, nonostante tutto, non abbia i requisiti necessari. Mi chiedo, a questo punto, a chi li diano gli alloggi».

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