La prassi

Covid a scuola: il bambino ha la febbre? Ecco cosa succede

Spieghiamo nel dettaglio cosa succederà al piccolo Pietro, ai parenti, ai suoi compagni e ai suoi insegnanti.

Covid a scuola: il bambino ha la febbre? Ecco cosa succede
09 Ottobre 2020 ore 14:57

“Pietro oggi ha la febbre e la mamma non lo porta a scuola, il pediatra indica l’esecuzione del tampone; nel frattempo Pietro deve rimanere in isolamento mentre i compagni di classe di Pietro e i genitori e il fratellino di Pietro non  sono messi in isolamento fino all’esito del tampone e non devono fare alcun tampone”. Covid da scuola: è questo il caso simbolo utilizzato da Ats durante l’incontro di mercoledì scorso per illustrare le modalità di gestione di un caso di Coronavirus “tra i banchi”.

Covid a scuola: il caso simbolo del piccolo Pietro

Si tratta ovviamente di un caso ipotetico, ma che ben illustra il percorso che viene seguito. Ecco quindi spiegato cosa succederà al piccolo Pietro, ai suoi compagni, ai suoi insegnanti e ai suoi parenti.

L’esito del tampone di Pietro è negativo:

se il pediatra ritiene che Pietro non sia sospetto Covid-19, egli termina l’isolamento (non è più un caso sospetto) e rientra a scuola al termine dei sintomi, con attestazione di riammissione in comunità rilasciata dal pediatra: Pietro è libero!

Se il pediatra ritiene che Pietro sia comunque un caso sospetto Covid-19, prenota un ulteriore tampone a distanza di qualche giorno. Pietro rimane un caso sospetto e pertanto in isolamento; i compagni di classe di Pietro, i genitori e il fratellino di  Pietro NON sono messi in isolamento fino all’esito del tampone e non devono fare alcun tampone. Se anche l’esito del secondo tampone è negativo – di norma – Pietro termina l’isolamento (non è più un caso sospetto) e rientra a scuola  al termine dei sintomi con attestazione di riammissione in comunità rilasciata dal  pediatra.

L’esito del tampone di Pietro è positivo

Pietro è posto in isolamento (quarantena) per tutta la durata dei sintomi, viene sorvegliato dal pediatra, al termine dell’isolamento e in assenza di sintomi viene dichiarato guarito quando esegue almeno due tamponi negativi a distanza di 24 ore. Pietro rientra a scuola con attestazione di riammissione in comunità rilasciata dal  pediatra.

Al momento della positività di Pietro i contatti stretti vengono messi in isolamento per 14 giorni: i compagni di classe di Pietro e i genitori e il fratellino di Pietro sono pertanto messi in isolamento;

per  i contatti stretti con sintomi viene proposto al più presto un tampone, anche se l’esito è  negativo  è confermata la quarantena di 14 giorni;

per i contatti stretti senza sintomi è necessario eseguire almeno un tampone per rientro in comunità (indicativamente al termine dei 14 giorni).

I famigliari dei contatti stretti (ad esempio i genitori dei compagni di classe di Pietro) NON sono messi in isolamento e NON devono fare nessun tampone.

Il pediatra non richiede il tampone

Pietro ha la febbre, il pediatra NON indica l’esecuzione del tampone in quanto non ritiene che il malessere di Pietro sia dovuto a Covid-19;  Pietro rientra a scuola al termine della malattia su indicazione del pediatra senza la necessità di alcuna attestazione da parte del pediatra

(Foto di copertina tratta dalle slide di Ats Brianza)

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