Covid e chiusura alle 18, ristoratori in piazza

Covid e chiusura alle 18, i ristoratori scendono in piazza a Monza. La manifestazione è in programma pomeriggio in piazza Trento e Trieste

Covid e chiusura alle 18, ristoratori in piazza
Monza, 31 Ottobre 2020 ore 11:21

Covid e chiusura alle 18, i ristoratori scendono in piazza a Monza. La manifestazione è in programma pomeriggio dalle 16 alle 18 in piazza Trento e Trieste.

Covid, niente cena al ristorante, il flash mob

“Almeno la dignità lasciatela” è il grido quasi disperato lanciato dai ristoratori monzesi che hanno organizzato per pomeriggio in piazza Trento e Trieste, in pieno centro, un flash mob per protestare (pacificamente, i partecipanti sono già tutti registrati) contro le ultime decisioni prese dal Governo per contrastare l’emergenza Covid. La manifestazione è organizzato dai Ristoratori uniti (e convinti) di Monza che nei mesi scorsi in piena emergenza Covid avevano lanciato una campagna di solidarietà di consegna pasti a medici, infermieri e operatori del soccorso con la collaborazione della Curva del ultras del Monza, gli Alpini e la Protezione civile.

Covid, “l’estremo saluto alla ristorazione italiana della Brianza”

“L’epoca della ristorazione italiana degli ultimi vent’anni è destinata all’estinzione. Celebriamo il solenne saluto a un’epoca della ristorazione italiana, monzese e brianzola con un flash mob a Monza in piazza Trento e Trieste davanti al Monumento dei Caduti, uno degli emblemi della Patria che tutela la memoria storica del popolo italiano, per non dimenticare il sacrificio dei nostri nonni e dei nostri padri che hanno creduto in un futuro migliore, libero e democratico – si legge nel comunicato diffuso dagli organizzatori coordinati da Vincenzo Butticè – Non è una questione di colore di partito: siamo tutti daltonici. ll Popolo dei Servitori, composto da ristoratori, cuochi, camerieri, baristi, pasticceri, pizzaioli, bartender e sommelier, sono gli attori principali della cultura enogastronomica italiana. per noi italiani il mangiare e lo stare a tavola è alla base dei rapporti
sociali, perché rappresenta il nostro modo di vivere con chi ci circonda e soprattutto con il territorio, la
nostra più grande fonte d’ispirazione”.

Covid, “Monza non fa eccezione: così si chiude”

Le preoccupazioni, la crisi, le nuvole nere sul futuro non fanno eccezioni nemmeno nella ricca e laboriosa Brianza, nemmeno a Monza. Gli organizzatori della manifestazione di pomeriggio lo dicono apertamente: “Monza e la Brianza sono parte fondamentale del patrimonio culinario e alimentare del nostro Paese, anche grazie ad aziende “modello” conosciute a livello internazionale. Monza e Brianza ha raggiunto numeri importantissimi con un fatturato pari a 1.8 miliardi di euro in somministrazione e che conta 3.400 aziende danno occupazione a 18.500 di lavoratori. Oggi tutto
questo è a rischio. Di noi almeno il 60% ci lascerà le penne. Ci stanno mandando in trincea a combattere il nemico Covid senza dotazioni”.

Le richieste dei ristoratori: “No alle politiche insostenibili”

A fronte dell’emergenza, della crisi, delle restrizioni anti Covid, le richieste dei ristoratori sono chiare e divise in punti: “Chiediamo indennizzi sino al raggiungimento del punto di pareggio, al netto del costo delle risorse umane,
calcolato sui valori medi di fatturato degli ultimi due anni; il credito d’imposta immediatamente
esigibile e cedibile a terzi, banche o locatori, la cassa integrazione al 100%, l’esenzione di imposte dirette e indirette, tasse e tributi, oneri previdenziali e contributivi, centrali e periferiche per tutto il periodo della Pandemia; il pronto e immediato utilizzo gratuito del suolo pubblico, con dehors e altro con possibilità di riparare dalle intemperie e riscaldare lo spazio pubblico in modo da renderlo fruibile anche durante l’inverno negli orari consentiti, la richiesta al Governo dell’accesso al credito agevolato e garantito, sul valore patrimoniale dell’azienda a base trentennale”.

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