I DATI

Covid e infortuni mortali sul lavoro: raddoppiati in Lombardia nei primi sette mesi del 2020

Sono state 177 le denunce di infortunio mortale sul lavoro in Lombardia, tra gennaio e luglio 2020.

Covid e infortuni mortali sul lavoro: raddoppiati in Lombardia nei primi sette mesi del 2020
02 Settembre 2020 ore 10:08

Sono state 177 le denunce di infortunio mortale sul lavoro in Lombardia, tra gennaio e luglio 2020, più che raddoppiate rispetto alle 88 dello stesso periodo dell’anno scorso.

Covid e infortuni mortali sul lavoro: tutti i dati

E’ quanto rileva la Cisl Lombardia sulla base degli ultimi dati Inail relativi alle denunce di infortunio e malattie professionali sia dei primi 7 mesi del 2020, che del solo mese di luglio, confrontati con il pari periodo del 2019.

L’incremento degli infortuni mortali, sottolinea la Cisl in una nota, va attribuito alle denunce fatte all’Inail causa Covid-19, ben 121 al 31 luglio scorso.

A livello provinciale l’aumento maggiore delle denunce mortali si rileva a Cremona, che passa da 1 a 22 sempre nei primi sette mesi del 2019 confrontati con il 2020, mentre il numero più alto in assoluto lo troviamo a Bergamo con 36 casi mortali nel 2020 seguite da Brescia e Milano con 34. Monza e Brianza invece è in controtendenza con i casi di infortunio mortale che passano da 9 nel 2019 a 7 nel 2020. 

Quanto alle denunce di infortunio non mortale, dall’analisi dei dati Inail si registra un calo per modalità di accadimento del 14,7% in conseguenza del forte rallentamento dell’attività produttiva causa Covid-19. Dai 71.444 di gennaio-luglio 2019 ai 60.899 del 2020. A livello nazionale il calo è del 23,7%. Un dato di 9 punti superiore.
“Tutto ciò dovrebbe impegnare Regione Lombardia a portare a buon fine il rafforzamento dei dipartimenti di prevenzione, completando le decisioni prese e concordate col sindacato sul reclutamento del personale ispettivo – sottolinea Pierluigi Rancati, segretario regionale Cisl Lombardia -. In nessun modo possiamo consentire che l’impegno per la ripresa economica lasci in coda l’attenzione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

“Come ammesso dallo stesso istituto, il confronto tra i mesi del 2020 e del 2019 è da ritenersi, fino ad ora, poco significativo per due motivi: la sospensione su tutto il territorio nazionale, tra il 9 marzo e parte del mese di maggio di quest’anno, di ogni attività produttiva considerata non essenziale che si sta rivelando determinante per il calo delle denunce d’ infortunio in complesso, e l’inclusione, a partire dalla rilevazione dello scorso marzo, delle denunce di infortunio relative alle infezioni da Covid-19 avvenute nell’ambiente di lavoro o a causa dello svolgimento dell’attività lavorativa e in itinere, che sta avendo un impatto significativo nell’aumento dei decessi registrati in questa prima parte dell’anno, i cui effetti si potranno però valutare solo a consolidamento nei prossimi mesi.
Come la Cisl Lombardia ha sempre sostenuto ed auspicato, l’unico confronto attendibile è quello tra i dati degli infortuni accaduti e quelli delle ore lavorate, che ad oggi ancora non sono disponibili” conclude la Cisl.

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