La ricerca

Covid, fumo di tabacco e stile di vita: uno studio nazionale coinvolge anche l’Asst della Brianza

La struttura brianzola collaborerà ad una ricerca, già avviata in questi giorni, per far luce sulla possibilità che certi stili di vita possano esporre ad un rischio più elevato di complicazioni da Covid. 

Covid, fumo di tabacco e stile di vita: uno studio nazionale coinvolge anche l’Asst della Brianza
Cronaca Desiano, 08 Gennaio 2021 ore 12:06

C’è anche l’Asst della Brianza tra le trenta strutture socio sanitarie e ospedaliere, distribuite sul territorio nazionale, che prenderanno parte ad una delle ricerche più importanti a livello internazionale sul Covid, il fumo di tabacco e gli stili di vita. La struttura brianzola, con il coordinamento del responsabile di Alcologia e Nuove Dipendenze Biagio Tinghino, collaborerà ad una ricerca, già avviata in questi giorni per far luce sulla possibilità che certi stili di vita possano esporre ad un rischio più elevato di complicazioni da Covid. 

Covid, fumo di tabacco e stile di vita, cosa sappiamo fino ad ora

Biagio Tinghino, responsabile della struttura di Alcologia e Nuove Dipendenze

“L’infezione da covid – racconta Tinghino – ha mostrato che esistono categorie più vulnerabili di altre e che la malattia colpisce di più gli anziani o i portatori di malattie croniche. In particolare, i dati dell’Istituto Superiore di Sanità mostrano che chi ha patologie come il diabete, l’obesità, malattie di cuore o insufficienza renale è più esposto ai danni del coronavirus. Ma non sappiamo ancora molto – aggiunge lo specialista – su come gli stili di vita possono influenzare queste variabili. In particolare esistono pochi dati sulle correlazioni tra abitudine al fumo o abuso di alcol ed esito della malattia”.

Lo studio avviato in questi giorni anche presso l’ASST della Brianza farà luce proprio sui questi temi. Le ricerche sinora disponibili sembrerebbero mostrare che i fumatori abbiano un tasso maggiore di ricovero in unità di terapia intensiva, di ventilazione meccanica, o di morte. Il fatto è che si tratta di studi su piccoli campioni di persone e questo motiva ulteriori di indagini scientifiche.

Lo studio coinvolgerà 3mila pazienti italiani

“L’obiettivo è arruolare 3.000 pazienti italiani che hanno avuto la malattia – dice Tinghino – e indagare in modo approfondito alcuni fattori di rischio preesistenti, come il fumo di sigaretta, l’uso di sigarette elettroniche, di tabacco riscaldato, il sovrappeso, altre malattie, il consumo o l’abuso di alcol. L’alcol, per esempio, potrebbe essere un fattore di rischio non trascurabile, perché danneggia le mucose della bocca, irrita le alte vie digerenti e respiratorie. Inoltre, debilitando il sistema immunitario, l’alcol potrebbe rendere più vulnerabile l’organismo alle infezioni virali. ”

Quello a cui parteciperà anche l’ASST della Brianza sarà dunque uno dei più importanti studi in proposito : fornirà dati più precisi per capire quanto pesano le nostre abitudini quotidiane sul rischio della malattia e quanto una vita sana può proteggerci.

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