Altri metodi

Covid, “Vi spiego la soluzione di Hong Kong”

Un imprenditore monzese spiega come in Asia (dove vive) è stato contenuto il contagio

Covid, “Vi spiego la soluzione di Hong Kong”
Monza, 20 Marzo 2020 ore 08:30

«Le misure che avete preso per limitare il contagio da Covid vanno bene ma non bastano, se volete uscirne dovete fare come noi ad Hong Kong». Il monzese Marco Menini non ha dubbi. L’imprenditore monzese, 52 anni, da sei anni vive e lavora a Hong Kong. E spiega la ricetta giusta per uscire dall’emergenza Covid.

Tutto chiuso

«Il Coronavirus è arrivato qui ad Hong Kong pochi giorni dopo l’esplosione in Cina. La Città Stato ha sempre garantito tutte le libertà civili ma sulla gestione dell’emergenza è stata inflessibile- spiega Menini – Qui le prime misure adottate sono state quelle delle chiusure delle frontiere con la Cina e soprattutto la chiusura totale dei collegamenti con le regione del Hubei. Le scuole e le università chiuse da metà gennaio non riapriranno prima di Pasqua».
Misure drastiche, ma necessarie visto che al 10 marzo Hong Kong ha avuto 120 casi accertati, tutti ricoverati negli ottimi ospedali pubblici e solo 3 persone decedute, mentre 65 già guarite e dimesse. «Parliamo di una città con otto milioni di abitanti con una densità di popolazione tra le più alte al mondo abituata a ricevere circa 65 milioni di turisti – aggiunge il monzese – Qui l’assistenza è garantita a chi ha bisogno e nonostante non ci sia una vera emergenza, la città da due mesi segue le precauzioni fornite dalle autorità».

Tutti rispettano le norme

Insomma, gli asiatici sono più bravi di noi italiani nel rispettare le norme. Menini non ha dubbi: i politici danno l’esempio e le persone li seguono a ruota.  «Sono state messe in isolamento tutte le persone a stretto contatto di persone infette, in prima fase solo le persone che avevano visitato le regioni cinesi del Hubei, in una seconda fase da febbraio tutti coloro rientrati dalla Cina». Poi c’è il discorso prevenzione.
«Tutti gli 8 milioni di cittadini residenti ad Hong Kong siano asiatici, indiani o europei indossano la mascherina per recarsi al lavoro, per usare i mezzi pubblici o in tutti i luoghi dove vengono a contatto con altre persone e così si presentano anche i politici e i rappresentanti del Governo in luoghi pubblici o in Televisione. Insomma, niente party e niente selfie dopo un’elezione per promuoversi, niente aperitivo a Milano per poi tornare a Roma infettati».

Igienizzanti ovunque

E poi c’è il discorso dell’igiene. A Hong Kong in tutti i centri commerciali o luoghi pubblici vengono messi a disposizione erogatori di disinfettanti in modo che chiunque possa da solo disinfettare le mani prima di mangiare o toccare qualunque cosa. «Questi disinfettanti vengono venduti ovunque (ora un prezzo poco più elevato del normale) ma la concorrenza fa sì che prezzi siano comunque accettabili».
Addirittura tutte le metropolitane vengono sanificate a intervalli di tempo regolari così come porte, maniglie e barre di sostegno e appoggio sono pulite con regolarità.
«All’ingresso degli edifici viene rilevata la temperatura con scanner ed è consentito l’ accesso solo a chi non dimostra sintomi febbrili – ha chiosato Menini – Potrei andare avanti ma queste che sembrano misure eccessive sono invece entrate nelle abitudini quotidiane e possiamo vivere in modo più tranquillo».

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