Covid, al Villoresi lo spettacolo è fare l’albero di Natale

Covid, al Villoresi lo spettacolo è fare l'albero. Nonostante la chiusura del teatro, il direttore Gennaro D'Avanzo ne ha inventata un'altra delle sue

Covid, al Villoresi lo spettacolo è fare l’albero di Natale
Cronaca Monza, 04 Dicembre 2020 ore 19:42

Covid, al Villoresi lo spettacolo è fare l’albero di Natale. Nonostante la chiusura del teatro, il direttore Gennaro D’Avanzo ne ha inventata un’altra delle sue.

Covid, a teatro a fare l’albero

Una ne pensa cento ne fa. Alle restrizioni per contenere la pandemia Covid, il direttore del teatro al Carrobiolo di proprietà dei padri Barnabiti ha risposto con la fantasia. Come già aveva fatto qualche settimana inventandosi degli spettacoli teatrali e letture di poesia e letteratura per un massimo di sei persone. Un’iniziativa che proprio per fare simpaticamente il verso al numero massimo di persone che si possono ospitare in casa in questo periodo caratterizzato dal Covid, D’Avanzo aveva chiamato “Il nostro teatro, la vostra casa”.

Covid, Immacolata e palle di Natale

Ecco allora che in concomitanza con la festività dell’Immacolata (tradizionale giorno in cui si realizza il presepe e si addobba l’albero), per il centenario del Teatro Villoresi, i Padri Barnabiti insieme alla Soldout e il direttore artistico Gennaro D’Avanzo, portando avanti il pensiero dell’iniziativa “Il nostro teatro la vostra casa” ospiteranno nel foyer della storica struttura cittadina un albero di Natale.

“Stare insieme tra addobbi e fantasia”

“Nello spirito di vicinanza e amicizia che ci ha sempre contraddistinto – spiega D’Avanzo – invitiamo abbonati e cittadini tutti a contribuire a decorare l’albero di Natale ognuno con un piccolo dono, una pallina o un fiocchetto o un pensiero scritto. Come in famiglia, nella nostra e vostra casa”. L’appuntamento è dall’8 dicembre, naturalmente con un numero di persone contingentato, dalle 15 alle 18.30.

Covid, chiusura forzata

Come si ricorderà, la seconda ondata Covid e le misure di restrizione prese dal Governo erano state un duro colpo per il teatro che da pochissime settimane aveva ripreso la nuova stagione tra l’altro attenendosi a tutte le disposizioni sanitarie che erano state imposte come condicio sine qua non per la riapertura. Una sorta di beffa nella beffa che aveva portato D’Avanzo prima a chiedere di poter mantenere almeno lo spettacolo domenicale di metà pomeriggio, poi a inventarsi quell’esperimento culturale di “teatro domestico” ospitando un massimo di sei spettatori per volta per non violare le disposizioni del Governo.

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