Occupazione

Crisi Peg Perego: spunta l’advisor Vertus per la reindustrializzazione

Sindacati compatti contro lo spostamento delle linee da San Donà ad Arcore: «Nulla si deve muovere fino al piano industriale di luglio. La mobilitazione continua a difesa di ogni posto di lavoro».

Crisi Peg Perego: spunta l’advisor Vertus per la reindustrializzazione

Non è stato un incontro qualunque quello di ieri, giovedì 9 aprile,  tra le mura del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per le tute blu di Peg Perego, la storica multinazionale italiana dei prodotti per l’infanzia, che ha il quartier generale ad Arcore, il tavolo romano rappresentava uno snodo cruciale per capire se, dopo anni di incertezza, esiste finalmente una rotta chiara per il rilancio degli stabilimenti di Arcore e San Donà di Piave.

L’ingresso dei consulenti: Vertus e il piano strategico

La novità principale emersa dal confronto riguarda l’ingresso ufficiale di Vertus, società di advisory incaricata dalla proprietà di gestire il progetto di reindustrializzazione. Il mandato è chiaro: ridisegnare il futuro dei due siti produttivi. Ma non si tratta dell’unico attore in campo; l’azienda ha infatti annunciato che una seconda società è già al lavoro per definire un piano strategico di riposizionamento globale del marchio, mossa ritenuta indispensabile per garantire la continuità del Gruppo.

I tempi sono serrati: già da lunedì 13 aprile sono previsti i primi sopralluoghi tecnici negli stabilimenti di Ceggia e San Donà di Piave per mappare lo stato dei fatti e le potenzialità industriali.

Il braccio di ferro sulla produzione

Se l’avvio di un piano professionale di rilancio è stato accolto positivamente, resta però un punto di forte attrito: il trasferimento delle linee. Le Organizzazioni Sindacali (Fim e Fiom di Venezia e Monza-Brianza), d’intesa con il Ministero, hanno chiesto esplicitamente di “congelare” ogni spostamento di macchinari e produzioni tra i siti. Il timore principale riguarda il sito veneziano di San Donà, dove l’azienda aveva ventilato l’ipotesi di spostare le linee di montaggio ad Arcore.

Su questo fronte, il silenzio della proprietà Peg Perego è stato assordante. Non sono arrivate rassicurazioni né tempistiche, alimentando la preoccupazione dei lavoratori. Per i sindacati la linea è invalicabile: “Nulla si deve muovere”. La continuità produttiva dei siti italiani è considerata la condizione necessaria per difendere ogni singolo posto di lavoro.

La forza dei lavoratori e l’appuntamento di luglio

Questo spiraglio di confronto ai massimi livelli istituzionali non è arrivato per caso. È il frutto delle iniziative di lotta e dei sacrifici che i dipendenti di entrambi gli stabilimenti hanno portato avanti per scuotere una proprietà rimasta per troppo tempo inerte.

La partita vera si giocherà a metà estate. È stato infatti fissato un nuovo incontro al MIMIT per mercoledì 15 luglio, data in cui l’azienda si è impegnata a presentare ufficialmente il progetto industriale complessivo.

La richiesta che arriva dalle fabbriche è semplice quanto vitale: dopo anni di attesa, il piano dovrà essere socialmente sostenibile. Non si cercheranno solo numeri e bilanci in ordine, ma la garanzia che Peg Perego continui a essere un simbolo dell’industria italiana, capace di proteggere le competenze e il reddito delle centinaia di famiglie coinvolte.