La storia

Dal cuore di Napoli alla grazia di San Francesco: la favola dell’artista Dinesh Perera conquista Arcore

La mamma apripista in Italia, il padre addetto alle pulizie in Municipio che svela al sindaco il talento del figlio. Il primo cittadino Maurizio Bono annuncia: «Innamorato delle sue opere, organizzeremo una mostra benefica sui presepi»

Dal cuore di Napoli alla grazia di San Francesco: la favola dell’artista Dinesh Perera conquista Arcore
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Ci sono storie che sembrano uscite direttamente dalle pagine del Libro Cuore, dove il talento incrocia l’umiltà, la fede, i sacrifici d’emigrazione e una profonda umanità. Una di queste è la parabola della famiglia Perera e di Dinesh, 41 anni, scultore di straordinario valore originario dello Sri Lanka ma ormai ben integrato ad Arcore, città dove vive da un paio di anni,  diventato protagonista in questi giorni in occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco d’Assisi.

Credente e praticante, sposato e padre di due figli, Dinesh lavora quotidianamente come impiegato, ma nel tempo libero coltiva con dedizione la sua grande passione per l’arte della scultura.

Il coraggio della madre e l’incontro con il sindaco in Municipio

All’origine del bellissimo percorso della sua famiglia c’è il coraggio e la determinazione della mamma, la prima a lasciare lo Sri Lanka, tanti anni fa,  per tentare la fortuna in Italia. Dopo aver lavorato e vissuto in diverse zone della penisola, la svolta e l’approdo definitivo in Brianza sono arrivati grazie a un contratto di lavoro firmato con un avvocato di Barzanò. Da lì, con caparbietà, la donna è riuscita ad avviare le pratiche per il ricongiungimento familiare, portando in Italia il marito e i tre figli.

Una vicenda riemersa recentemente tra le mura del palazzo municipale di Arcore. Il papà di Dinesh, infatti, lavora proprio per il Comune come addetto alle pulizie. Qualche settimana fa, scambiando due battute con il sindaco Maurizio Bono, l’uomo si è lasciato andare a una confidenza piena d’orgoglio paterno: “Sapete, mio figlio è un grande artista e realizza bellissime statue”.

Incuriosito da quel racconto, il primo cittadino ha voluto subito approfondire, scoprendo un vero e proprio maestro dell’arte figurativa e sacra. Mercoledì sera la nostra redazione ha avuto la fortuna di incontrarlo da vicino, accompagnato dal fratello Macan – volto notissimo dello sport locale, conosciuto in città proprio perché gioca a basket nella Pro Arcore – e dallo stesso sindaco Bono.

Dai murales in Sri Lanka a San Gregorio Armeno: il provino da record

La storia artistica di Dinesh parte da lontano. Già in Sri Lanka realizzava imponenti bassorilievi sui muri, rifacendosi ai canoni e al fascino millenario dell’arte indiana e affinando così le basi di un talento naturale e poliedrico. Quando è arrivato in Italia, dodici anni fa, la sua prima tappa non è stata subito la Brianza, bensì Napoli. Grazie ad alcune amicizie, Dinesh si è trasferito nel capoluogo campano per confrontarsi con il tempio mondiale dell’arte presepiale: la celebre via di San Gregorio Armeno.

Ed è proprio lì che è avvenuto il suo “prodigio” d’esordio, come ricorda con emozione lo stesso artista: «Quando arrivai in un laboratorio di San Gregorio Armeno mi chiesero cosa sapessi fare. Ho detto al maestro di darmi un pochino di argilla e, sotto i suoi occhi, ho realizzato la statua di Nelson Mandela. Nel giro di pochi secondi il titolare ha deciso di assumermi».

Guarda le sue opere più belle

I segreti delle sculture: dal dialetto napoletano alle grandi icone

In quei dodici anni napoletani, Dinesh ha appreso tutti i segreti e le tecniche tradizionali per plasmare argilla e terracotta, immergendosi totalmente nella cultura partenopea. «A San Gregorio ho appreso tutte le tecniche, soprattutto come fare i capelli, la barba», spiega lo scultore nel rievocare quegli anni di formazione intensa e passione.

Un’integrazione così profonda che oggi parla un buon italiano, ma soprattutto si muove con naturalezza nel dialetto napoletano, appreso tra i banchi e i vicoli del centro storico. È lì che ha affinato una dote rara e sorprendente: la padronanza assoluta nel riprodruire le somiglianze. Basta inviargli una foto e, con incredibile precisione nei dettagli e nelle espressioni del volto, Dinesh è in grado di creare una statuetta tridimensionale identica al soggetto originale.

Una capacità ritrattistica eccezionale con cui ha realizzato busti e statue per grandi icone del teatro, della cultura e dello spettacolo: dall’indimenticabile statua del maestro Eduardo De Filippo a quella di Totò,  per poi passare a Diego Armando Maradona, all’ex allenatore del Napoli Maurizio Sarri, al sindaco partenopeo Gaetano Manfredi fino a Silvio Berlusconi. Tra le sue creazioni più emozionanti spicca quella raffigurante Papa Francesco, consegnata personalmente al Pontefice da sua moglie durante un’udienza in Piazza San Pietro. E proprio guardando al futuro della Chiesa, lo scultore srilankese rivela sorridendo il suo prossimo progetto in cantiere: «Ora dovrò fare la statua al nuovo Papa Leone».

La nuova vita ad Arcore e il San Francesco “al profumo di caffè”

Due anni fa l’approdo ad Arcore, per ricongiungersi definitivamente alla famiglia (composta dai genitori e dai fratelli minori Mithun, 39 anni, oggi dipendente della Granarolo, e Macan, molto conosciuto in paese per la sua militanza cestistica nella Pro Arcore) e integrarsi rapidamente nella vita della comunità brianzola.

Nelle ultime settimane, in occasione delle iniziative per le celebrazioni francescane ad Arcore, Dinesh ha donato un’altra prova della sua maestria realizzando una figura unica del Poverello d’Assisi, alta circa 50 centimetri e capace di catturare l’essenza spirituale del Santo. Un’opera ricca di dettagli e accorgimenti artigianali custoditi con gelosia: “Il saio di San Francesco l’ho realizzato con una tecnica appresa a San Gregorio Armeno che prevede anche l’utilizzo del caffè – racconta sorridendo Dinesh –. Non posso svelare altri particolari, ma è venuto veramente bello”.

L’annuncio del sindaco Bono: «Una mostra presepiale benefica per la città»

L’opera ha letteralmente conquistato il primo cittadino arcorese. “Quando ho visto le sue opere sono rimasto incantato – dichiara il sindaco Maurizio Bono –. È mia intenzione farlo conoscere e valorizzare il suo talento attraverso un evento ad hoc: stiamo pensando a una mostra di arte sacra da realizzare nel periodo natalizio in Villa Borromeo incentrata sui presepi che abbia anche una finalità benefica, durante la quale raccoglieremo fondi da destinare alle associazioni del territorio più bisognose. Un artista della bravura di Dinesh merita di essere conosciuto da tutti. Per i festeggiamenti degli 800 anni francescani ha realizzato una statua di San Francesco davvero unica: un’opera di 50 centimetri con un volto magnifico, del tutto ricoperto da un’espressione di estasi”.

Un vero e proprio orgoglio per tutta la comunità arcorese, che si appresta a scoprire da vicino un talento d’eccezione capace di unire culture e tradizioni nel segno della bellezza.