Cronaca
Besana

Danneggia la scultura di Aligi Sassu: giovane vandalo identificato

Si tratta di «Poseidone dona il cavallo ad Atena»: per ripararla servono 3 mila e 500 euro

Danneggia la scultura di Aligi Sassu: giovane vandalo identificato
Cronaca Caratese, 31 Maggio 2021 ore 15:20

Il titolo è «Poseidone dona il cavallo ad Atena». Peccato però che il dio del mare sia privo sia di un braccio che del tridente.
Colpa di un atto vandalico che ha danneggiato l’imponente statua realizzata dal maestro Aligi Sassu nel 1996. La si trova nel parco di villa Filippini, a Besana in Brianza, poco dopo il cancello d’ingresso da via Roma.

Responsabile "beccato"

Il giovane responsabile della «mutilazione» - scoperta il marzo scorso - è stato identificato e con tutta probabilità sarà chiamato dal Comune a rispondere di quanto fatto: pecuniariamente, con buona pace dei genitori, oppure dandosi da fare per il prossimo.
Intanto, però, sarà villa Borella a sborsare i soldi necessari alla riparazione. La scorsa settimana la Giunta ha approvato il preventivo definito dalla ditta «Fusioni Arte 3V» di Legnano, esecutrice dell’opera: 3 mila e 500 euro per l’intervento da eseguire direttamente nel parco, mille e 500 dei quali coperti dall’assicurazione.

L'eredità del maestro Aligi Sassu

«Poseidone dona il cavallo ad Atena» fa parte delle tre sculture che gli eredi della famiglia Sassu hanno concesso in comodato gratuito al Comune, tramite convenzione in scadenza il 31 maggio del 2024. In origine le statue erano dodici ma nel 2007 gli eredi del compianto artista scomparso nel 2000 si divisero. La vedova Maria Helenita Olivares Medina Sassu e il nipote nonché figlio adottivo suo e del maestro, Vicente Sassu Urbina, avevano ritirato le opere di loro proprietà, nove in tutto. Non così aveva fatto invece l’altro figlio adottivo, Carlos Julio Suarez Sassu - membro dell’associazione «Amici dell’arte di Aligi Sassu», con sede nel padiglione dell’ottocentesca villa besanese -, che aveva invece rinnovato la concessione per gli altri tre capolavori in vetroresina e bronzo. Oltre a quello danneggiato, ci sono «Athena» (1999) e il «Ciclista» (1983). Se ne erano «andate» nel 2007 invece «Il grande ciclista» (1998), posto sullo spartitraffico di via Roma; «Nuredduna» (1995), «Il grande cavallo reale» (1999), «Cavallo di Maia» (1989), «Cavallo del mare» (1987, si trovava nel cortile della biblioteca), «Grande cavallo impennato» (1960), «Cavallo imbizzarrito» (1990), «Il Dio Pan è morto» (1995) e il prezioso bronzo «Cavalli innamorati» (1997).

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