L'incredibile storia di Marino Ruga

Deportato dai nazisti, non disse mai nulla ai figli

Le memorie sono state ritrovate dal figlio all'interno di una scatola in soffitta

Deportato dai nazisti, non disse mai nulla ai figli
Cronaca Vimercatese, 27 Gennaio 2021 ore 08:13

Aveva nascosto, messo dentro un cassetto, i ricordi degli anni della prigionia come deportato, e non aveva quasi mai voluto parlarne con la sua famiglia forse per non far riemergere quei brutti ricordi.

Lui è Marino Ruga, uno dei deportati dai nazisti durante la Seconda guerra mondiale, che verrà ricordato con una medaglia conferita dalla Prefettura di Monza e Brianza in occasione della Giornata della Memoria, che si celebra domani, mercoledì 27 gennaio.

La storia scoperta per caso dal figlio

Ad accogliere con molto piacere questo riconoscimento sarà suo figlio Gianni, che in questi anni, dopo la scomparsa del padre, è riuscito a ricostruire la sua carriera militare e gli anni della prigionia in Germania e ora intende realizzare un libro con tutti i ricordi ritrovati.

«Piemontese di nascita nato in Valsesia il 22 febbraio 1920, a Varallo Sesia, mio padre Marino si era spesso trasferito da giovane seguendo il lavoro del padre – ha affermato il figlio Gianni – Il nonno facendo il ferroviere era stato spostato a Romagnano Sesia nel 1932, stabilendosi nella città in provincia di Vercelli, dove tutt’ora vivono i miei famigliari. Il 17 marzo nel 1940 mio padre era andato di leva a Torino per il corso telegrafisti. Scoppiata la guerra sul fronte occidentale era stato arruolato all’interno dell’ingegno. Al termine della guerra contro la Francia, era stato mandato. Imbarcato a Bari l’8 dicembre 1940, era partito alla volta dell’Albania».

Due anni di dura prigionia

Colpito da appendicite, era rientrato in Italia e poi rimandato in Albania dove si trovava l’8 settembre del 1943 quando fu catturato dai militari tedeschi e portato in Germania pochi giorni dopo. Rimase prigioniero dal 10 settembre del 1943 al luglio del 1945, nel campo di Bremenvorde, nel circondario di Amburgo. Ha lavorato successivamente per l’azienda dell’acqua potabile, «Wasserwerke» . Il 6 agosto 1945 era poi rientrato nel distretto di Novara.

La storia completa in edicola oggi con il giornale di Vimercate, sfogliabile anche online su pc, tablet e smartphone.

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