Desio, Gaetano e Sergio ora “sposi”

Da poco più di un mese sono una coppia anche per lo Stato italiano. Ma loro, che si sono innamorati quando erano ancora ragazzini, che stanno insieme da 38 anni e che da quasi trenta vivono sotto lo stesso tetto, si sono sempre sentiti una famiglia. Gaetano e Sergio raccontano la loro storia d'amore sbocciata a Desio. 

Desio,  Gaetano e Sergio ora “sposi”
03 Novembre 2016 ore 08:24

Da poco più di un mese sono una coppia anche per lo Stato italiano. Ma loro, che si sono innamorati quando erano ancora ragazzini, che stanno insieme da 38 anni e che da quasi trenta vivono sotto lo stesso tetto, si sono sempre sentiti una famiglia.
Gaetano Caldarone, 53 anni, desiano, è responsabile di ufficio in un’azienda; Sergio Anconetti , 60, medese, è architetto. Abitano a Sirtori.  Il 23 settembre, davanti al sindaco, Davide Maggioni, hanno pronunciato il fatidico «sì» e si sono scambiati romanticamente le fedi. Oggi, a qualche settimana da quella cerimonia riservata a pochi amici e parenti, raccontano la loro lunga storia d’amore, sbocciata in una calda giornata estiva del 1978, in quel di Desio. «Quando si è sposato uno dei miei fratelli ho deciso di andare via di casa anche io – ricorda Gaetano – Non avevo chiesto a Sergio di seguirmi, ma è venuto con me. Da quel giorno non ci siamo più separati». I due compagni hanno scoperto di avere molto in comune, tra cui la passione per gli animali e in particolare per i cani. Oggi, nel giardino della loro casa di Sirtori, hanno uno degli allevamenti amatoriali (il «Raggi di Luna») più prestigiosi al mondo di piccoli levrieri nani.

La malattia che ha colpito Gaetano nel 2011 non ha scalfito il sentimento sincero che li unisce. Li ha fatti però riflettere sul vuoto legislativo che non permetteva loro di ufficializzare la loro unione legalmente. «Dopo trent’anni di promesse abbiamo atteso questa legge con trepidazione – raccontano – L’unione civile è stata in realtà una pura formalità, non è questo rito a farci sentire più famiglia di quanto non lo fossimo già prima. Però finalmente ci lascia tranquilli per tutti gli aspetti burocratici. C’è chi dice che la legge Cirinnà è una vittoria a metà perché non prevede le adozioni e il vincolo di fedeltà: noi pensiamo invece si tratti di una grandissima conquista per tutti gli omosessuali. E poi se ci sposiamo è per stare insieme, mica per tradirci e divorziare». Non è una fede al dito, del resto, a fare la differenza. «Lui brontola sempre, ma non potrei stare senza di lui», assicura Sergio. «Lui è parla poco. E quando l’ho conosciuto non aveva la barba. Ma è l’uomo della mia vita», gli fa eco Gaetano. Si guardano. Gli occhi brillano. E concludono con un aneddoto. «Quando ci siamo sposati i nostri amici ci aspettavano fuori dal municipio per lanciarci il riso. Un signora si è fermata per vedere la sposa, però siamo usciti noi due… E si è messa le mani nei capelli. Ci abbiamo riso sopra, come del resto abbiamo sempre fatto per tanti altri pregiudizi».

 

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