A Desio mille firme per il recupero della ex casa di riposo

I promotori intendono sollecitare una soluzione per gli anziani riportando in vita la struttura chiusa da dieci anni

A Desio mille firme per il recupero della ex casa di riposo
19 Settembre 2017 ore 10:45

Sono più di mille le firme raccolte dal Comitato informale di amici della ex Casa di Riposo Pio e Ninetta Gavazzi per “sollecitare una soluzione a favore degli anziani  recuperando l’ingente patrimonio strutturale ed immobiliare chiuso ed abbandonato da quasi dieci anni in Corso Italia”, fanno presente i promotori.

Consegneranno le firme al sindaco

Consegneranno la petizione al sindaco e al Presidente della Asp, chiedendo loro un riconoscimento formale del Comitato e la possibilità di essere informati e resi partecipi delle iniziative di “recupero e rilancio di un importante patrimonio che appartiene alla comunità desiana, frutto di donazioni e di tanta apprezzata attenzione dei cittadini alla storica struttura in centro città, presidio della solidarietà a favore degli anziani”. Proprio prima dell’estate l’iniziativa del Comitato aveva suscitato una reazione all’interno del direttivo della casa di riposo desiana, i cui membri si erano detti “ignari dell’iniziativa”. E con il Comune, l’Asst di Monza, l’Ats e altri soggetti, era stato firmato un protocollo per lavorare al recupero degli immobili dismessi in centro città (tra cui anche la ex casa di riposo), per un progetto di servizi di tipo socio-sanitario.

“Spiace che la nostra iniziativa sia stata colta con fastidio”

“Spiace – evidenziano dal Comitato – che una semplice iniziativa di partecipazione e di sensibilizzazione, che ha colto immediatamente un disagio diffuso per le sorti della struttura perché i desiani vogliono bene alla storia di questa casa dei “vegiuni”, sia stata accolta con fastidio da chi da tempo, da troppo tempo, dovrebbe trovare una soluzione per utilizzare un ingente valore per moderne politiche di servizio alla popolazione anziana, in numero sempre più crescente”.

Puntano al rilancio del patrimonio

Infine ribadiscono: “Il nostro intento è quello di favorire trasparenza e partecipazione alle possibili iniziative per una riqualificazione dello stabile sempre finalizzate ad interventi di interesse pubblico con moderni servizi socio sanitari. Se ci sono progetti tacitamente avviati vorremmo conoscerli e parteciparvi; se non ci sono, come temiamo, sollecitiamo idee e responsabilità per tutelare, valorizzare e rilanciare un patrimonio che è della Comunità prima ancora che del Comune o della Regione”.

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