In carcere

Detenuto aggredisce due agenti. Osapp: «Serve il taser»

È accaduto in carcere a Monza ieri, martedì. Uno degli agenti ha riportato la rottura del tendine della mano

Detenuto aggredisce due agenti. Osapp: «Serve il taser»

Un’altra aggressione in carcere a Monza. Due sottufficiali della Polizia penitenziaria sono rimasti feriti  ieri,  martedì 21 luglio 2026, al Sanquirico dopo essere stati aggrediti da un detenuto durante il servizio. Entrambi sono stati trasportati d’urgenza all’ospedale San Gerardo per le cure del caso.

L’aggressione in carcere

Secondo quanto riferito dall’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), i due agenti sono stati improvvisamente assaliti mentre stavano svolgendo il loro lavoro. L’aggressione, che ha comportato il trasporto in ospedale al San Gerardo, ha provocato loro lesioni di diversa entità: un sottufficiale ha riportato ferite giudicate guaribili in cinque giorni, mentre il collega ha subito la rottura del tendine di una mano, con una prognosi iniziale di quindici giorni.

«Siamo di fronte all’ennesimo episodio di inaudita violenza nei confronti di donne e uomini che ogni giorno garantiscono la sicurezza dello Stato all’interno delle carceri, spesso operando in condizioni di estrema difficoltà e con organici insufficienti», ha dichiarato il segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci. «Ai due colleghi feriti va la nostra più sincera vicinanza e l’augurio di una pronta guarigione. Ma la solidarietà, da sola, non basta più».

Il sindacato torna così a denunciare quella che definisce una situazione ormai fuori controllo, sottolineando come le aggressioni ai danni del personale della Polizia penitenziaria si stiano susseguendo con frequenza sempre maggiore, in un contesto caratterizzato da carenza di organico e, secondo l’Osapp, da strumenti di tutela insufficienti.

Osapp: «Serve il taser»

Da qui l’appello dell’Osapp a dotare gli agenti di Polizia penitenziaria del taser.

«È giunto il momento che alle parole seguano i fatti. L’Osapp rinnova con forza la richiesta al Ministero della Giustizia e al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di adottare provvedimenti immediati e concreti per garantire la sicurezza del personale. Tra le misure non più rinviabili vi è l’introduzione del taser quale strumento di dotazione anche per la Polizia Penitenziaria, così come già previsto per altre Forze di Polizia. È indispensabile mettere il personale nelle condizioni di poter fronteggiare situazioni di elevata pericolosità con strumenti efficaci, idonei a tutelare l’incolumità degli operatori e, al tempo stesso, a limitare il ricorso a forme di intervento più traumatiche. La tutela di chi indossa l’uniforme non può più attendere. Ogni ulteriore ritardo rischia di trasformarsi nell’ennesimo episodio che avrebbe potuto essere evitato».