Di Tria lascia la presidenza dell’associazione Combattenti e Reduci

Il nuovo presidente è Giuseppe Cusenza

Di Tria lascia la presidenza dell’associazione Combattenti e Reduci
Vimercatese, 28 Febbraio 2018 ore 14:30

Cambio al vertice dell’Associazione Combattenti e Reduci e dell’associzione Famiglie Caduti e dispersi in Guerra della sezione di Arcore.

Dopo 9 anni l’ormai ex presidente Giuseppe Di Tria ha lasciato la guida dei due sodalizi.

La sua carriera

Di Tria è un volto molto conosciuto in Arcore. Dal 1976 al 1997 ha guidato il corpo di Polizia locale.

Di Tria, in gioventù militare dell’Arma, ha co-fondato nel 1985 l’Associazione Carabinieri arcorese, presiedendola poi per 15 anni e costituendo il nucleo volontari interno (anche femminile, con le «Benemerite»). Ha contribuito alla nascita del Corpo musicale città di Arcore ed è stato anche insignito Cavaliere.

Nel 2009 è stato eletto presidente delle associazioni arcoresi Combattenti e reduci e Dispersi in guerra.

Al suo posto Giuseppe Cusenza

Sarà l’attuale vicepresidente Giuseppe Cusenza a prendere il suo posto.

“Prima di lasciare la presidenza è mio vivo desiderio ringraziare le autorità, le associazioni arcoresi, i soci e le socie per l’attenzione che mi avete prestato nei nove anni di rappresentanza di entrambi i sodalizi, mi auguro dignitosa, nel Comune di Arcore e porgervi un caloroso saluto di commiato – ha sottolineato Di Tria – Esprimo la mia sincera gratitudine alle associazioni e alla collegialità i cui componenti operano con generoso impegno sul nostro territorio, nonchè agli operatori dell’informazione locale per aver dato risalto alle nostre iniziative. Alle associazioni combattentistiche e d’Arma e all’Anpi riservo il mio più sublime pensiero, per la dedizione dei loro militanti culminata con l’estremo sacrificio nel difendere la nostra patria. Ringrazio e saluto le autorità religiose, civili e militari. Un sincerco augurio di proficua attività associativa, infine, rivolgo al mio successore, affinchè dai cuori dei nostri associati continui a levarsi, con maggiore vigore, il grido di: viva l’Italia, viva la Patria, via la libertà”.

 

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