Documenti preziosi destinati a Napoleone trafugati e finiti all’asta

I Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza li hanno scovati in una nota casa d'aste di Milano, dove erano stati messi in vendita.

Documenti preziosi destinati a Napoleone trafugati e finiti all’asta
Monza, 17 Giugno 2018 ore 14:13

Documenti preziosi destinati a Napoleone trafugati e finiti all’asta. Le carte storiche erano state asportate dall’Archivio storico del Ministero della Difesa e dei Vecchi combattenti di Parigi. I Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza li hanno scovati in una nota casa d’aste di Milano, dove erano stati messi in vendita.

Documenti preziosi

Per risalire al contesto storico di riferimento occorre tornare indietro nel tempo al 1800. In quel periodo Napoleone stava cercando di stabilire una strategia per invadere il Portogallo. Una missione resa difficile dal panorama geopolitico dell’epoca, che vedeva, su quell’area, la presenza degli inglesi. Nel mirino di Napoleone c’erano interessi commerciali in Brasile e in parte dell’Africa controllati, almeno secondo l’imperatore, da Lisbona.

L’invasione del Portogallo

L’invasione del Portogallo, poi, ci sarà, nel 1809, quando un contingente di oltre 20mila soldati, in accordo con la Spagna, varcherà i Pirenei. Ed è proprio in questo scenario che si arriva al primo dei due documenti trafugati dall’Archivio storico e poi finiti all’asta a Milano. Si tratta del rapporto datato 1809 inviato dal Ministro della Guerra Henry-Jacques Guillaume-Clarke (firma autografa del “Conte d’Hunebourg”) “A sa Majesté l’Empereur et Roi”, per informarlo dei costi per un’operazione militare in Portogallo.

L’indagine

Fortunatamente, però, i Carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Monza lo hanno individuato in una nota casa d’aste milanese. La segnalazione di quanto stava accadendo, prima che il documento trovasse un acquirente, era partita dall’allora Soprintendenza Archivistica per la Lombardia. Gli uomini comandati dal maggiore Francesco Provenza, forti di un decreto di sequestro firmato dalla Procura di Milano, che ha coordinato le indagini, sono andati a prelevare il prezioso “pezzo di carta”. Ulteriori accertamenti nella Banca Dati hanno verificato l’autenticità del documento e che il mandatario a vendere aveva ereditato “i beni” ignaro che fossero di provenienza illecita.

Due i documenti trafugati

Si parla proprio di “beni”. Già, perché sono due i documenti recuperati dai militari dell’Arma. Nel secondo rapporto, infatti, datato 3 giugno 1812, inviato dallo stesso mittente a Napoleone, si chiede l’autorizzazione a rilasciar eun foglio di concedo per permettere a un soldato di fare rientro a casa. Entrambi i preziosi documenti sono stati restituiti a Palazzo Farnese in settimana, alla presenza delle più alte cariche dell’Arma e all’ambasciatore di Francia in Italia.

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