A Lissone

Dog sitter ruba gioielli a una invalida. Lo beccano insieme ai due ricettatori

La donna gli aveva affidato il suo cane in assenza della figlia che si trovava in ferie.

Dog sitter ruba gioielli a una invalida. Lo beccano insieme ai due ricettatori
Pubblicato:
Aggiornato:

Puntando sull’amicizia e sulla fiducia era riuscito a impossessarsi di alcuni gioielli per cercare poi di rimpiazzarli sul mercato grazie all’aiuto di due ricettatori. Protagonisti della vicenda due lissonesi.
Lei, una donna 80enne e invalida. Lui, un insospettabile vicino di casa che si era offerto di accudirle il cane e di portarlo in giro.

Dog sitter ruba gioielli a una invalida

Un favore non del tutto disinteressato, anzi. L’uomo, cogliendo al balzo le necessità dell’anziana dovute al suo stato di salute, ha pensato bene di «guadagnare» dal favore che la donna gli aveva chiesto. Nei giorni scorsi il lissonese aveva proposto alla donna - che abita in un condominio di via Botticelli - di accompagnarle fuori il cagnolino per un giretto quotidiano e per i «bisognini».

La donna, considerato il fatto che la figlia che si occupava dell’animale si trovava in vacanza con la famiglia, aveva deciso di affidargli il cane non immaginando minimamente le reali intenzioni dell’uomo.
Il «dog sitter», infatti, convinto di non essere scoperto era riuscito a impossessarsi di alcuni gioielli custoditi nell’abitazione.

Lo beccano insieme ai due ricettatori

Una volta entrato in possesso dei monili, grazie all’aiuto di due ricettatori, aveva cercato anche di rivenderli in alcuni punti vendita «compro oro» della zona. Ma il balordo però, non aveva fatto i conti con l’intuito dell’anziana.
La nonnina, infatti, aveva iniziato a notare l’assenza delle gioie e, insospettita, aveva deciso di segnalare tutto e di sporgere denuncia. Le indagini lampo sono state portate avanti dai Carabinieri del Comando di via 25 Aprile che, dopo pochissimi giorni, sono riusciti a identificare l’uomo richiudendo il cerchio intorno alla faccenda.

L’uomo, infatti, è stato quindi incastrato dai militari dell’Arma beccandosi poi una denuncia per furto. Per i due complici, autori del tentativo di rivendita dell’oro, l’accusa è di ricettazione. La refurtiva è stata recuperata e riconsegnata alla legittima proprietaria. I tre, ora, dovranno rispondere delle proprie azioni davanti ai giudici del Tribunale di Monza.

Seguici sui nostri canali
Necrologie