Braccio di ferro

E-commerce: il Tar respinge il ricorso della Regione

Possibili le consegne a domicilio disciplinate del Decreto governativo, più restrittivo rispetto all'ordinanza della Regione.

E-commerce: il Tar respinge il ricorso della Regione
Monza, 27 Aprile 2020 ore 17:29

E-commerce: il Tar respinge il ricorso della Regione. Non è quindi stato revocato il decreto cautelare con il quale la scorsa settimana erano stati sospesi gli effetti dell’ordinanza di Regione Lombardia.

E-commerce: il Tar respinge il ricorso della Regione

Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uilt-Uil avevano  impugnato l’ordinanza con la quale la Regione aveva consentito l’e-commerce completamente libero, anche oltre le attività produttive permesse dai decreti governativi.

L’avevano fatto “per preservare la salute di chi lavora e di tutti i cittadini“. A giudizio dei sindacati confederali infatti l’aumento dell’acquisto on-line rende frenetica l’attività dei grandi magazzini della logistica e i lavoratori non riescono a rispettare il metro di distanza.

Incassata la vittoria, nel giro di pochissimo tempo la Regione aveva presentato ricorso, che ora è stato respinto dal Tribunale amministrativo regionale. Resta quindi consentita,  la consegna a domicilio di beni alimentari, farmaceutici o della rete di negozi di vicinato, che non sono oggetto della sospensiva del Tar, perché consentiti dal Decreto governativo. I sindacati hanno tenuto a precisarlo perché nei giorni scorsi si era diffusa la notizia che anche questi beni fossero oggetto della sospensiva del Tar, ma non è così.

Il commento dei sindacati

In un comunicato a firma delle segreterie regionali – Luca Stanzione per la Filt, Giovanni Abimelech per la Fit e Antonio Albrizio per la Uilt  – viene rimarcato: “Abbiamo più volte sottolineato come la nostra iniziativa ha, come unico scopo, il tutelare il diritto alla salute anche per quei lavoratori ‘invisibili’ ai radar della comunicazione, che rischiano di vedersi peggiorare ulteriormente le già critiche, e più volte segnalate, condizioni di lavoro, rendendo i magazzini un pericoloso focolaio del virus.

“Ora ci aspettiamo – concludono i rappresentanti sindacali – che le piattaforme e-commerce agiscano di conseguenza e rispettino le norme dei diversi Decreti che si sono susseguiti, chiediamo che le autorità competenti procedano nella verifica che questo avvenga celermente”.

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