La scossa è partita dal web, alimentata dallo scatto ravvicinato pubblicato lo scorso 11 luglio dal nostro giornale che ritraeva un giovanissimo arrampicato sul tetto del famigerato «ecomostro» dell’Area Nord. Quel fermo immagine ha riacceso istantaneamente i riflettori sulla sicurezza di un’area da tempo al centro del dibattito pubblico, rimbalzando di bacheca in bacheca tra lo sconcerto e la preoccupazione dei residenti, fino ad approdare inevitabilmente tra i banchi del Consiglio comunale nella concitata seduta del 20 luglio.
Il dibattito in Assise
A portare formalmente la questione all’ordine del giorno è stata un’interrogazione del gruppo consiliare Villasanta Civica formato da Gianbattista Pini e Angela Calloni. La risposta del sindaco, Lorenzo Galli, ha cercato inizialmente di rassicurare l’aula, ponendo l’accento sulla sinergia costante con i soggetti privati responsabili del sito: «Con l’attuale proprietà c’è una collaborazione continua – ha detto – Ogni volta che segnaliamo un problema legato alla sicurezza o alla manutenzione dell’immobile, i loro tecnici intervengono in tempi brevissimi. Li ho anche invitati a sporgere denuncia contro i ragazzi che entrano nell’area Nord».
Una linea difensiva che non ha affatto convinto l’opposizione. La consigliera Calloni ha prontamente replicato mostrando i risultati di un sopralluogo ispettivo condotto dal proprio gruppo proprio a ridosso del Consiglio. Le immagini raccolte sul campo raccontano una realtà differente da quella istituzionale: recinzioni divelte, varchi aperti tra la vegetazione e pannelli crollati che offrono un accesso fin troppo agevole a una superficie vasta e insidiosa. «Vedendo lo stato di abbandono dell’area esterna della struttura, non sembra affatto che vengano eseguiti regolari lavori di manutenzione», ha incalzato la consigliera.
La parola al sindaco Galli
Il sindaco Galli ha tuttavia ribadito gli sforzi economici già profusi per arginare le intrusioni, sottolineando come la proprietà privata abbia investito oltre 70mila euro per la messa in sicurezza del perimetro. «Non possiamo pretendere che sia presente sul posto giorno e notte un presidio fisso a vigilare», ha rimarcato la Giunta, ricordando che la svolta definitiva avverrà l’anno prossimo con l’apertura ufficiale dei cantieri per la completa riqualificazione dell’Area Nord. Una promessa a lungo termine che però lascia scoperto il presente, spingendo Villasanta Civica a richiedere con forza azioni coatte immediate presso la proprietà prima che si giunga alla fatidica data del piano di recupero.
Al di là del dibattito strettamente strutturale e urbanistico, il confronto in aula si è allargato verso una riflessione sociologica e generazionale. Il nodo dell’Area Nord non è stato letto solo come una falla nella sicurezza fisica, ma come il sintomo di una ricerca del rischio estremo da parte degli adolescenti del territorio. La Giunta ha rivendicato l’efficacia delle politiche giovanili attive, tese a canalizzare le energie dei ragazzi verso attività virtuose anziché sfide pericolose per la propria incolumità. Ne è un esempio il recente lavoro svolto dal Tavolo delle Politiche giovanili, che ha dato vita alla prima edizione del Villa Summer Fest, inteso proprio come spazio di espressione sana. La sfida per la città resta dunque duplice: blindare i confini del pericolo immediato e, contemporaneamente, continuare a dialogare con le famiglie e le scuole per evitare che l’adrenalina si cerchi sui tetti di un ecomostro.
Il futuro dell’area approda in Consiglio
Nel frattempo, la partita sul futuro urbanistico del comparto si sposta al Consiglio comunale convocato per mercoledì 29 luglio, alle 19 per l’esame delle osservazioni e delle controdeduzioni, finalizzato all’approvazione della proposta di variante al Piano delle regole e al Piano dei servizi del vigente Pgt. Tra i punti all’ordine del giorno spicca proprio la variazione che interessa direttamente l’Area Nord. La variante introduce una serie di modifiche urbanistiche a seguito delle richieste avanzate dall’operatore privato (tra gli attori principali Consorzio Comunità Brianza e Cooperativa La Meridiana) che ha acquistato l’area con i fabbricati già al grezzo da una procedura fallimentare, dopo diversi ribassi d’asta, per poco più di un milione di euro, motivate da una asserita «insostenibilità economica dell’intervento edilizio».
Le richieste del privato
In sostanza, il nuovo schema recepisce le istanze del privato e prevede un aumento dell’Edilizia residenziale convenzionata (che passa dal 30% al 42%) a fronte di una drastica riduzione della quota destinata ai servizi di housing sociale (sanitari e per anziani), che scende dal 30% al 15%. Sale leggermente anche la quota destinata al commerciale (esercizi di vicinato), passando dal 5% al 6%: un incremento percentuale minimo che però, calcolato sulla superficie lorda massima realizzabile di 11.200 metri quadrati, si traduce in 112 metri quadrati aggiuntivi, portando l’intervento commerciale a complessivi 672. La variante prevede inoltre lo spostamento all’esterno del costruito di alcune funzioni chiave: l’edificio da destinare a Sap (Servizi abitativi pubblici) verrebbe trasferito su un’area di proprietà comunale sul fronte di via Fieramosca, così come la nuova palestra, ricollocata in un’altra area pubblica (con tutta probabilità accanto al supermercato Il Gigante). Una scelta, quest’ultima, che sta già sollevando riflessioni sui pro e contro, poiché rischierebbe di far venir meno l’originaria idea progettuale di una forte «rivitalizzazione» del quartiere storico di San Alessandro. A tal proposito c’è da registrare una levata di scudi da parte di Villasanta Civica e di Io Scelgo Villasanta che nelle scorse settimane hanno provveduto a depositare una serie di osservazioni che saranno oggetto di discussione in assise.