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Effetto Covid sul Pronto soccorso: accessi in calo da febbraio a giugno

Il quadro statistico mese per mese è alquanto eloquente e testimonia la preoccupazione dei cittadini in emergenza coronavirus a transitare per il Pronto soccorso. Si passa dai 3.038 ingressi di febbraio alla caduta verticale tra marzo e aprile, rispettivamente con 1.383 e 1.058 accessi.

Effetto Covid sul Pronto soccorso: accessi in calo da febbraio a giugno
Caratese, 06 Agosto 2020 ore 10:55

Effetto Covid sul Pronto soccorso di Carate Brianza: da febbraio a giugno gli accessi hanno segnato un significativo calo.

A Carate 9.474 accessi tra febbraio e giugno

Sono stati complessivamente 9.474 gli accessi fra febbraio e giugno al Pronto soccorso dell’ospedale di Carate Brianza: nello stesso periodo del 2019 erano stati quasi il doppio, per la precisione 17.113. L’effetto Covid si è fatto insomma sentire su una struttura solitamente abituata a registrare in periodi di “normale amministrazione”, non segnati da crisi sanitaria, come nel primo semestre di quest’anno, anche 40.000 accessi all’anno.

Il quadro statistico mese per mese è alquanto eloquente e testimonia la preoccupazione dei cittadini in emergenza Covid a transitare per il Pronto soccorso. Si passa dai 3.038 accessi di febbraio alla caduta verticale tra marzo e aprile, rispettivamente con 1.383 e 1.058 accessi. Poi la ripresa, scemata la pressione da coronavirus, con 1.762 pazienti accettati nel corso del mese di maggio. E quella più decisa di giugno con una risalita a 2.233 accessi. Non è un ritorno corposo alla normalità (nel giugno 2019 se n’erano registrati 3.589), ma poco ci manca.

Attenzione sui pazienti Covid positivi o sospetti

Il dato dei ricoveri da Pronto soccorso testimonia l’attenzione quasi esclusiva sui pazienti Covid positivi o sospetti tali. Nei mesi di maggior pressione, quelli di marzo e aprile contrassegnati dal lockdown, sono stati complessivamente 569, con circa 28.000 prestazioni da pronto soccorso. Negli stessi mesi dell’anno scorso erano stati, invece 802, con quasi 52.000 prestazioni erogate.

Per quanto riguarda la codifica dei casi al triage, i numeri segnalano che su 9.474 accessi, compresi tra febbraio e giugno di quest’anno, i rossi sono stati 138, i gialli 1844, i verdi 6539, i bianchi 753. Nel 2019 su 17.113 accessi interessanti complessivamente lo stesso periodo preso in considerazione, i rossi erano stati 170, i gialli 2.522, i verdi 13.228, i bianchi 1193. I mesi in cui si concentrano maggiormente i codici rossi (quelli che connotano la priorità assoluta) sono marzo (44) e aprile (36). Ridimensionato lo stress da Covid i rossi di giugno sino attestati, a giugno, a 15 casi. Tra i problemi maggiormente evidenziati, con la ripresa di una certa “normalità” nell’area dell’emergenza /urgenza, quelle cardiache, internistiche, chirurgiche e da trauma.

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