Esuberi Peg Perego Arcore: chiesta audizione in Regione

I consiglieri del Carroccio Corbetta e Senna: "Convocheremo parti sociali al Pirellone, priorità tutelare i posti di lavoro"

Esuberi Peg Perego Arcore: chiesta audizione in Regione
Vimercatese, 30 Gennaio 2019 ore 18:31

La crisi aziendale alla multinazionale Peg Perego di Arcore verrà affrontata anche in Regione Lombardia LEGGI QUI

Arriva all’attenzione del Consiglio Regionale la situazione di crisi della storica azienda produttrice di passeggini e articoli per la prima infanzia Peg Perego, grazie alla richiesta di audizione presentata da Alessandro Corbetta, consigliere regionale della Lega, al Presidente della IV Commissione Attività Produttive Gianmarco Senna.

“Vicini ai lavoratori e alle famiglie”

“Siamo vicini – dichiarano Corbetta e Senna – ai lavoratori e alle famiglie coinvolte da

Alessandro Corbetta, consigliere regionale della Lega

questa crisi. E’ opportuno ascoltare in Consiglio regionale le parti sociali e la proprietà dell’azienda – spiegano – a seguito della notizia riguardo il paventato esubero di circa 110 posti di lavoro nella casa madre di Arcore, dove sono attualmente occupati 440 dipendenti”.

Non sarebbe la prima volta che l’azienda affronta situazioni difficili dal punto di vista occupazionale, già dal 2013 sono stati attivati i contratti di solidarietà.

“L’audizione al Pirellone – continuano Corbetta e Senna – potrà fornirci maggiori informazioni sullo stato di crisi dell’azienda, anche allo scopo di attivare ogni forma di sostegno che la Regione può adottare nell’ambito delle sue competenze, con l’obiettivo principale di salvaguardare i posti di lavoro della storica azienda arcorese”.

Il colosso dei passeggini ha annunciato 110 esuberi

Il colosso arcorese, che produce passeggini, giocattoli e prodotti per la prima infanzia, infatti, ha messo in allerta i sindacati, sottolineando la necessità di diminuire la forza lavoro del 25% a seguito del bilancio del 2018 che si profila il peggiore dei 70 di storia della Peg Perego.
Calcolatrice alla mano significa che 110 dipendenti sui 440 totali ad Arcore e 50 dipendenti sui 200 totali nella ditta di San Donà di Piave sono a rischio licenziamento se non si troverà presto una soluzione che possa soddisfare le richieste dell’azienda e, al tempo stesso, non lasciare a case nessuna delle maestranze.

Un bilancio da incubo quello del 2018

L’azienda, conosciuta in tutto il mondo grazie alle carrozzine e ai passeggini per neonati e ai giocattoli per la prima infanzia, ha dichiarato che il 2018 ha fatto registrare un calo di vendite del 25% a livello mondiale. Effetto della crisi della domanda, della concorrenza cinese che sforna prodotti per la prima infanzia a prezzi molto bassi.
La Peg Perego, fondata ad Arcore nel 1949 da Giuseppe Perego, ex disegnatore della Falck, e ora in mano al figlio Lucio, è diventata in poco tempo uno dei migliori rappresentanti del made in Italy nel mondo con i suoi prodotti per la prima infanzia. Questo grazie anche ad una forte spinta all’innovazione. Ma ora il colosso arcorese deve fare i conti con un bilancio che lascia pochi margini di manovra.

La posizione della multinazionale arcorese

“Confermo che abbiamo comunicato ai sindacati 110 esuberi – ha sottolineato Filippo Magni, direttore del personale della multinazionale arcorese, raggiunto telefonicamente ieri mattina, lunedì – Al momento abbiamo dato la possibilità al sindacato di cercare una strada alternativa e vorremmo portare avanti un percorso condiviso senza tensioni. Ci incontreremo con i sindacati il 12 febbraio e vedremo come affrontare questa problematica. Il bilancio del 2018 è stato il peggiore da quanto esistiamo e il 2019 non sarà un anno migliore. Non possiamo stare a guardare. L’8 di aprile termineranno i contratti di solidarietà ma l’ipotesi di rinnovare questo strumento, ad ora, non sarebbe la cosa migliore dal nostro punto di vista”.

Attualmente i dipenenti sono in solidarietà

Attualmente gli oltre 440 dipendenti che lavorano nella fabbrica di Arcore, insieme a quelli di San Donà di Piave, sono in regime di solidarietà. Fino all’8 aprile c’è il salvagente del contratto di solidarietà introdotto nel 2013 sulla base del principio “lavorare meno, lavorare tutti”.
I sindacati Fim e Fiom sono stati informati direttamente dai vertici aziendali.

La posizione dei sindacati

“Noi ovviamente abbiamo riferito tutto ai lavoratori nelle assemblee di fabbrica – ha sottolineato Eliana dell’Acqua, Fim Brianza – Il 12 febbraio è stato fissato un primo incontro tra le parti per capire insieme come affrontare il problema e allontanare lo spettro di eventuali licenziamenti. Per il momento, però mi preme sottolineare che siamo ancora in una fase interlocutoria”.

Sulla stessa linea la posizione espressa dalla Fiom Brianza

“La situazione è complicata – ha dichiarato Stefano Bucchioni, Fiom Brianza – La solidarietà scadrà ad inizio aprile e, proprio ad inizio gennaio, ci siamo incontrati con l’azienda per capire quale sarà il futuro. E in quella occasione l’azienda ci ha presentato un piano industriale shock: loro vorrebbero ridurre il personale del 25% sulla Peg Spa, quindi 110 lavoratori in meno su Arcore e 50 a San Donà di Piave. Non ci aspettavamo questa doccia gelata. Ovviamente puntiamo ad una soluzione condivisa, attraverso l’uso di strumenti alternativi, per gestire la situazione evitando un bagno di sangue occupazionale. L’obiettivo è di evitare tagli di posti di lavoro”.

La Naspi potrebbe essere una soluzione

La cassa integrazione straordinaria e la Naspi (indennità mensile di disoccupazione) potrebbero essere l’antidoto al taglio dei pasti di lavoro: «La Naspi è uno strumento che potrebbe permettere a chi ha cominciato a lavorare dal 1979 e nel 1980 di raggiungere la pensione», ha continuato Bucchioni. L’azienda dal canto suo lavora ad un piano industriale di rilancio con investimenti nel marketing, ricerca sui prodotti ed e-commerce.

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