Fatture false ed evasione dell’Iva: l’ideatore della truffa è un 39enne di Monza

Nell'operazione “Paper-one” individuato un giro di fatture false per 30 milioni di euro. L’importo complessivo dell’Iva evasa è di circa 14 milioni. 

Fatture false ed evasione dell’Iva: l’ideatore della truffa è un 39enne di Monza
Monza, 28 Febbraio 2018 ore 10:11

Fatture false ed evasione dell’Iva coinvolto anche un 39enne di Monza. Nell’operazione “Paper-one” Agenzia delle entrate e Guardia di Finanza hanno individuato un giro di fatture false per 30 milioni di euro. Coinvolte anche imprese fornitrici di varie Pubbliche Amministrazioni.

Fatture false ed evasione dell’Iva: l’ideatore della truffa è un 39enne di Monza

La Guardia di Finanza di Milano e la Sezione Lombardia del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle entrate hanno individuato un articolato sistema di frode in materia di Iva che vede implicate diverse aziende, sia nazionali che comunitarie. Individuate anche 10 società che hanno ricoperto il ruolo di “missing traders”, ossia di società fantasma interposte tra i fornitori comunitari ed i reali acquirenti della merce. L’ideatore della frode è F.S., un 39enne di Monza.

Le società rifornivano diverse Amministrazioni pubbliche

L’attività di indagine ha preso le mosse da controlli mirati dell’Agenzia delle entrate nei confronti di imprese abilitate al Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (Me.P.A.), operanti nel settore della fornitura di carta e prodotti per ufficio. Si tratta di società che rifornivano, soprattutto, diverse Amministrazioni Pubbliche, tra cui la Guardia di Finanza di Milano, varie Aziende Sanitarie Locali, alcuni Comuni lombardi e piemontesi e la stessa Agenzia delle entrate.

Evasione dell’Iva

I controlli effettuati hanno consentito di portare alla luce un sistema di evasione dell’Iva, con la conseguente alterazione del normale funzionamento del mercato e delle regole della concorrenza. Le attività di verifica hanno permesso inoltre di accertare che il sistema di frode, comunemente noto come “frode carosello”, aveva assunto una dimensione transnazionale, con il coinvolgimento di 13 imprese nazionali e di 5 aziende comunitarie operanti in Francia, Spagna, Belgio, Austria e Germania.

Il sistema delle società fantasma che agivano come intermediarie

Nel corso delle analisi sono state individuate 10 società che hanno ricoperto il ruolo di “missing traders”, ossia di società fantasma interposte tra i fornitori comunitari ed i reali acquirenti della merce. L’ideatore della frode, F.S., anni 39 di Monza. L’uomo poneva a capo delle compagini fittizie diversi “prestanome”, sprovvisti di qualsiasi conoscenza dei meccanismi aziendali e alcuni già gravati da pregiudizi in campo penale tributario.

La creazione di questi sodalizi era finalizzata a emettere fatture per operazioni inesistenti nei confronti di tre società, reali beneficiarie della frode. Queste ultime si sono avvalse consapevolmente di un giro di false fatture per un imponibile di 30 milioni di euro. L’importo complessivo dell’Iva evasa, dal 2010 al 2015, è di circa 14 milioni di euro.

Diverse denunce

L’attività investigativa ha portato a 14 denunce per violazioni della normativa penale tributaria e una per il reato di favoreggiamento, per le quali la Procura ha già chiesto il rinvio a giudizio.

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