Festa a Tregasio attorno al falò di Sant’Antonio (LE FOTO)

I volontari dell'oratorio hanno acceso un grande braciere in onore dell'Abate.

Festa a Tregasio attorno al falò di Sant’Antonio (LE FOTO)
Caratese, 18 Gennaio 2019 ore 17:13

Festa ieri sera (giovedì 17 gennaio) a Tregasio attorno al falò di Sant’Antonio.

Falò di Sant’Antonio

Rispettata la tradizione del falò di Sant’Antonio. Ieri sera, proprio nella ricorrenza di Sant’Antonio, i volontari dell’oratorio di Tregasio, frazione di Triuggio, hanno acceso un grande braciere. In tanti hanno partecipato all’iniziativa che si svolge ogni anno. Presenti anche gli Alpini che hanno servito vin brulè mentre i volontari dell’oratorio tè caldo, bibite, panettone e panini imbottiti.

La preghiera di Sant’Antonio

Attorno al fuoco è stata letta la storia di Sant’Antonio mentre il parroco, don Maurilio Mazzoleni, ha letto la preghiera di Sant’Antonio Abate. Ad accendere il falò con le torce sono stati alcuni bambini che insieme alle loro famiglie hanno potuto gustare anche il rinfresco. In Italia esiste una vera e propria venerazione per Sant’Antonio Abate (da non confondere con Antonio patrono di Padova). Eppure leggendo qualche cenno della sua biografia si scopre cheil santo non ha alcun legame con il nostro Paese: Antonio fu un eremita egiziano, vissuto nel IV secolo dopo Cristo, cui si deve l’inizio del cosiddetto “monachesimo cristiano”, ovvero della scelta di passare la vita in solitudine per ricercare una comunione più intensa con Dio. Evidentemente bastò questo “primato” per diffondere il culto in tutta Europa, cui si aggiunsero, nel tempo, molti tratti popolari.

Domani, sabato, falò anche a Triuggio e Canonica

Domani, sabato 19 gennaio, falò di Sant’Antonio anche all’oratorio di Triuggio.  L’appuntamento è alle 17.15. Non mancheranno frittelle e vin brulè e dalle 19.30 risottata attorno al falò. Inoltre dalla mattina alle 9 buseca da asporto preparata dal Gruppo Let’s Go. Tutto il ricavato andrà in beneficenza. Sabato sera falò di Sant’Antonio anche a Canonica.

La storia dell’Abate

Fin da epoca medievale, Sant’Antonio viene infatti invocato in Occidente come patrono dei macellai, dei contadini e degli allevatori e come protettore degli animali domestici; questo, forse, perché dal maiale gli antoniani (i seguaci di Antonio) ricavavano il grasso per preparare emollienti da spalmare sulle piaghe. Antonio, dice la tradizione, era anche un taumaturgo capace di guarire le malattie più tremende. E poi, c’è la credenza popolare che vuole che il Santo aiuti a trovare le cose perdute. Al nord si dice “Sant’Antoni dala barba bianca fam trua quel ca ma manca” e al sud – dove viene spesso chiamato Sant’Antuono, per distinguerlo da Antonio da Padova – “Sant’Antonio di velluto, fammi ritrovare quello che ho perduto”.

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