Finti apparecchi per rilevare gas: truffati 50 anziani

Gli inquirenti hanno scoperto 48 casi tra Milano e Monza dalla fine del 2018.

Finti apparecchi per rilevare gas: truffati 50 anziani
23 Settembre 2019 ore 15:51

Truffe agli anziani: nei guai cinque persone. La “banda” ha operato anche a Monza e nel Milanese dove gli inquirenti hanno scoperto 48 casi  dalla fine del 2018: apparecchi venduti per 19mila euro che hanno fatto guadagnare ai truffatori (si vede dai movimenti bancari) ben 110mila euro.

Truffe agli anziani

Hanno colpito innumerevoli volte  ai danni di ultra settantenni che hanno cercato di imbrogliare con la truffa del gas. Nell’ambito di un’attività di indagine coordinata dal procuratore di Milano Eugenio Fusco e dal sostituto orocuratore Enrico Pavone, questa mattina il personale appartenente alla Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale della sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Milano, ha proceduto a eseguire in alcuni Comuni della Provincia di Brescia un’ordinanza applicativa di misure cautelari (obbligo di dimora e divieto di allontanamento notturno) emessa dal gip Alessandra Di Fazio per il reato di truffa aggravata.

Le misure cautelari

Nei guai sono finiti M. G. (1988), I. A., (1997), Z. L., (1994), M. E., (1996), T. G., (1981) ed è stato inoltre eseguito un decreto di perquisizione locale emesso  a carico dei soggetti già citati e di P. A., (1958). L’origine delle attività di indagine risale agli ultimi mesi del 2018 e ha preso spunto da alcune denunce e segnalazioni rese dalle anziane vittime di truffe aggravate seriali commesse con il metodo dei “rilevatori di fughe di gas” dai soggetti sopra menzionati operanti tutti per conto della società bresciana denominata “G.A.S. S.r.l.”.

L’identificazione e la scoperta della truffa

Il 14.12.2018, a seguito di specifica segnalazione, il personale del Pool Antitruffe è riuscito ad indentificare I. A. e a sequestrare un Pos, una serie di volantini ed altro materiale di notevole interesse investigativo. All’esito dell’attività successive sono emerse una serie di episodi (48 quelli contestati) accertati a partire dal dal 19.11.2018 fino al 06.02.2019. Si tratta di truffe commesse ai danni per lo più di soggetti ultra settantenni, ai quali veniva proposto l’acquisto e la consecutiva installazione di rilevatori di gas e di monossido, a fronte del pagamento di somme assolutamente sproporzionate rispetto al loro valore (spacciati per dispositivi di ultima generazione), che in realtà erano risultati dei meri rilevatori di fumo di bassa qualità aventi un costo decisamente irrisorio e soprattutto non necessari, poiché non previsti da alcuna normativa in materia. Molte delle persone sentite hanno dichiarato infatti che i tecnici li avevano indotti all’acquisto asserendo che si trattasse di dispositivi previsti obbligatoriamente dalla legge ed indispensabili ad evitare fughe di gas. Le persone offese hanno inoltre, altresì, di essersi fidate della bontà dell’affare poiché avevano visto affissi nei loro condomini delle locandine che li avvertivano dell’arrivo dei tecnici preposti all’installazione.

La società

La società di rilevazione del gas emittente le fatture era riconducibile a P.A, intorno alla quale, gravitavano tutti gli altri indagati, i quali si presentavano alle malcapitate vittime in qualità di tecnici del gas dipendenti della società di P.A. e, quindi, autorizzati a determinare gli interventi che puntualmente proponevano loro. L’ulteriore e capillare attività esperita ha consentito il rintraccio di tutte le vittime di reato, alcune individuate grazie alle fatture ed alle ricevute dei POS sequestrati nella disponibilità degli indagati; altri presentatesi spontaneamente presso gli uffici di polizia, in quanto avvertiti da altri vicini di abitazione che avevano subito truffe analoghe.

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