Cronaca

Falò di Sant'Antonio, fiamme fino in Comune

Fuoco di Sant'Antonio, "fiamme" in Comune. Nel mirino l'iniziativa abusiva organizzata domani sera dai centri sociali e un convegno dell'ultradestra

Falò di Sant'Antonio, fiamme fino in Comune
Cronaca Monza, 16 Gennaio 2019 ore 14:01

Falò di Sant'Antonio, "fuoco e fiamme" fino in Comune.

Il fatto

Tutto è nato da un'interrogazione presentata in Consiglio comunale da Salvatore Russo della Lega. Il rappresentante della maggioranza ha chiesto conto all'assessore alla Sicurezza, Federico Arena, del "Fuoco di Sant'Antonio abusivo" organizzato per domani sera, giovedì 17 alle 20, dal centro sociale Foa Boccaccio al centro sportivo di via Rosmini. "L'accensione di un fuoco per un falò può essere molto pericolosa perché c'è il rischio che dal fuoco possano divampare incendi. Senza contare la dicitura 'abusivo' che descrive l'evento".

La replica dell'assessore

"Chi non rispetta le leggi è un bandito", ha replicato duramente Arena che ha promesso il pugno duro per il "Fuoco di Sant'Antonio" come in occasione di altre iniziative non autorizzate dei centri sociali come i cortei per le vie della città o ad altre iniziative come cineforum o serate musicali organizzate al centro Nei, ai giardinetti di via Azzone Visconti o allo stesso centro sportivo di via Rosmini.

Il convegno di una "Una voce nel silenzio"

Ma, oltre che sul "Fuoco di Sant'Antonio", l'Aula si è infiammata anche per il convegno sulla situazione nei Balcani organizzato venerdì da "Una voce nel silenzio" nelle sale dei Musei civici. Critiche alla Giunta erano arrivate anche da Anpi, Aned e direttivo provinciale di Rifondazione comunista. E ad andare all'attacco in Aula era stata Francesca Pontani, iscritta all'Aned,che ha presentato un'interrogazione per chiedere conto della concessione della sala comunale. "Lezioni di democrazia dall’Anpi noi non le accettiamo - ha tuonato Arena - Non accettiamo nemmeno patentini di moralità da chi organizza eventi insieme al centro sociale Boccaccio. Una realtà che vive nella totale illegalità e che organizza raccolte fondi per assassini e delinquenti come il brigatista Fabio Ravalli. La nostra è un’Amministrazione libera e democratica che mai vieterà a chi la pensa diversamente di potersi esprimere nel rispetto delle regole". Un concetto ribadito anche dal sindaco Dario Allevi: "Finché saremo noi a guidare la città tutte le associazioni che hanno diritto di esistere avranno spazio e libertà di parola". E poco prima anche Marco Nasi di Fratelli d'Italia aveva risposto al Centrosinistra: "Basta dubbie lezioni di moralità da parte di associazioni come Anpi e Aned che prima parlano di moralità, democrazia e legalità e poi chiedono revoche, organizzano conferenze con il centro sociale Foa Boccaccio, proprio con coloro che deturpano la nostra città, organizzano manifestazioni non autorizzate e occupazioni".

Il Pd: "Un'offesa alla città"

Duro il commento del neo segretario cittadino del Pd, Matteo Raimondi: "In Consiglio comunale si è assistito ad una scena pietosa, un assessore che si permette di accomunare realtà come Anpi e Aned a movimenti sovversivi e un sindaco che non lo smentisce, ma addirittura rincara la dose. Siamo convinti che compito di un’Amministrazione comunale sia quello di garantire la tutela dei principi democratici e antifascisti su cui si fonda la Repubblica Italiana, e lo sanno anche i sassi che Lealtà e Azione non si riconosce in quei principi. Nessuno sta mettendo in dubbio la correttezza formale e burocratica per l’uso di spazi pubblici, bensì l’opportunità politica. Invece di scaricare sugli uffici comunali la responsabilità per l'utilizzo della sala, Allevi farebbe bene a ricordarsi che è facoltà o meno dell'Amministrazione concedere gli spazi. Questi atteggiamenti sono un'offesa alla città".

 

 

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