Più di mezzo milione di euro di refurtiva accumulata in una decina di episodi di furti e truffe commesse ai danni di anziani residenti a Monza, provincia, Milano e in altre regioni.
Furti e truffe agli anziani
Nei confronti dei due imputati Giuseppe De Pascale 34 anni, nato a Napoli e Sara Bombino di 32, residenti rispettivamente a Milano e Cinisello Balsamo, raggiunti nel mese di dicembre da ordinanza di custodia agli arresti domiciliari, la procura ha avanzato richiesta di condanna (nel processo con il rito abbreviato) a 6 anni e 2 mesi per l’uomo, e a 4 anni e 10 mesi per la donna. La sentenza del gup è attesa per il mese di marzo. In Brianza, i due sono accusati di aver colpito principalmente nella città di Monza (5 episodi); risultano anche una contestazione relativa a un furto a Cavenago e un altro a Giussano.
I trucchi che usavano
I trucchi erano quelli del falso avvocato o del falso appartenente delle forze dell’ordine che chiedono soldi al telefono per evitare il carcere a un parente o a un figlio finito nei guai: ovviamente tutto frutto di invenzione, per far cadere le vittime fragili nel panico e indurle a consegnare contanti oppure gioielli e oggetti di valore.
Indagini partite da Monza
Le indagini, condotte dal personale della Squadra Mobile della Questura diretta da Filippo Ferri, partono dal caso di una 73enne monzese, residente nel quartiere San Biagio, derubata dell’intero contenuto della cassaforte, interamente svuotata di preziosi per circa mezzo milione di euro. In quella circostanza la donna aveva ricevuto alcune telefonate sul proprio numero fisso, nel corso delle quali un interlocutore maschile, fingendosi amico del figlio, le aveva chiesto di effettuare un bonifico di 7mila euro, per salvarlo da fantomatici problemi giudiziari e riuscendo a farle visita in casa e a farsi dare il numero della combinazione della cassaforte.
Colpi in tutta Italia
Partendo dalle immagini dei filmati di videosorveglianza, gli investigatori sono risaliti alla Volkswagen T Roc grigia utilizzata dalla coppia. Da lì sono stati ricostruiti gli spostamenti degli indagati, i cui canali di ricettazione della merce erano attivi a Napoli. A loro carico sono stati raccolti elementi relativi ad altri colpi messi a segno a Milano (dove a una signora 80enne sarebbe stato sfilato fisicamente l’anello dal dito), ad Aosta, e a Impruneta, in provincia di Firenze.