Gea Papa: l’addio a Messina e il ritorno a Monza

Al termine del funerale la famiglia si è diretta a Messina dove Gea è stata cremata per poi essere riportata a Monza

Gea Papa: l’addio a Messina e il ritorno a Monza
Cronaca 08 Agosto 2017 ore 16:35

Gea Papa: i funerali questa mattina a Capo D’Orlando

I funerali di Gea Papa

Si sono svolti questa mattina presto a Capo D’Orlando i funerali della piccola Gea Papa, morta domenica cadendo da uno scoglio a Capo D’Orlando, in Sicilia.

Di seguito uno scatto del funerale concesso da AmNotizie.it

Lancio di palloncini

Le esequie si sono svolte in forma privata nella parrocchia di Cristo Re di Capo D’Orlando, affollatissima di parenti e amici della giovane 14enne. E saranno proprio i suoi amici più stretti che questa sera si ritroveranno sullo scoglio di San Gregorio per un lancio di palloncini al cielo in ricordo della giovane amica.

Il rientro a Monza

Al termine del funerale la famiglia si è diretta a Messina dove Gea è stata cremata per poi essere riportata a Monza, per volere dei familiari. La famiglia starebbe rientrando proprio in queste ore.

La lettera dello zio

Intanto Ramon La Torre, zio della 14enne, ha inviato una lettera ai cittadini di Capo D’Orlando che riportiamo integralmente:

“Gea adesso è in transito, ha consumato questa sua Capo d’Orlando come molti di noi l’hanno vissuta, intendendola luogo del tempo infinito, muovendosi in questo parco tra naturale e artificio e guadagnando giornalmente una nuova amicizia, un nuovo paesaggio, i riferimenti che ci legano ai luoghi e rimangono indissolubili nella nostra memoria e che in taluni giorni diventa elemento collettivo, di unione. In tanti abbiamo pensato che sarebbe potuto capitare anche a noi stessi, perchè quelle scogliere sono elemento comune di libera fruizione fisica ed emotiva, in tanti abbiamo voluto dominarle, a tanti hanno ispirato i sentimenti più diversi, fascinosi in ogni stagione. Non serve vietarsi spazi e aspirazioni, occorre imparare a riconoscere i limiti e sceverare i desideri e le opportunità. In questo accaduto come in tanti che poi si presentano ogni giorno agli adolescenti. Occorre conservare sempre la coscienza che dopo ogni prova c’è ancora una vita da riprendere, assaporare, odorare nelle infinite e cangianti sfumature. Vi ringraziamo in tanti, i primi soccorritori, gli amici che sono rimasti impietriti a dare sostegno su quella terrazza al porto, spazio mirabilmente gestito in questa circostanza da ogni uomo o donna in servizio nei vari corpi impegnati e le autorità. Un particolare abbraccio all’amico Alessandro (il riferimento è all’infermiere professionale Alessandro Calanna, che si trovava sul posto e libero dal servizio nrd), che con i colleghi del 118 fin’oltre lo stremo delle forze, ha cercato di tenere sullo stesso lettino un’anima e un corpo. E poi l’intera città, il cui silenzio calato tra ogni strada in quella calda prima e infinita notte, sia riuscito ad entrare nelle nostre case e abbracciarci, dando ancora una mirabile prova di quanto in questi luoghi abiti una comunità”

 

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