Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in ricordo di Lea Garofalo

Il tema della legalità protagonista di una serata a Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in ricordo di Lea Garofalo
Seregnese, 21 Novembre 2019 ore 17:38

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne in ricordo di Lea Garofalo. Cesano Maderno apre le celebrazioni per il 25 Novembre nel ricordo di una donna che ha avuto il coraggio di ribellarsi alla 'ndrangheta .

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

"La scelta di Lea. Lea Garofalo, la ribellione di una donna alla 'ndrangheta" viene presentato in Sala Aurora di Palazzo Arese Borromeo di Cesano Maderno alle 20.45 di domani, venerdì 22 novembre,  nel corso della serata che introduce le iniziative per la  Giornata contro la violenza sulle donne. Dopo i saluti del sindaco Maurilio Longhin, ne parlerà Marika Demaria, autrice dell'opera, cui faranno seguito gli interventi di Valerio D'Ippolito di Libera Monza e Brianza e Roberto Beretta  presidente di Brianza Sicura. Ingresso libero.

La legalità al centro della proposta

Il consigliere comunale Pd Marco Violato, delegato dal sindaco a rappresentare Cesano nel  coordinamento Brianza Sicura, sottolinea l'importanza dell'evento: "A dieci anni dalla morte di Lea Garofalo - spiega - Cesano Maderno è capofila in Brianza Sicura delle celebrazioni sul territorio. La presentazione del libro in programma domani delinea la figura straordinaria di una donna e di una madre che ha trovato il coraggio di ribellarsi all''ndrangheta. Proprio le madri calabresi sono al centro di un cambiamento epocale: quello da donne succubi e protagoniste nel tramandare usi e costumi mafiosi a madri che si ribellano per amore dei figli e mettono a repentaglio la loro vita pur di dare loro la libertà. Tra le mafie, l''ndrangheta è quella più a base familiare, quindi difficile da sconfiggere. Lea Garofalo è stata figlia, moglie e sorella di mafiosi, ma quando è diventata madre si è ribellata e ha denunciato. Sua figlia ha continuato questa ribellione e oggi vive sotto scorta. Il passaggio chiave per queste coraggiose madri ribelli è ottenere la patria potestà dei figli e sottrarli così all'ambiente mafioso.

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