Giussano, ancora morti in Residenza Amica
Ci sono poi 67 operatori su 105 a casa, di questi 16 sono risulati positivi

Giussano, ancora morti in Residenza Amica. Salgono a 21 i decessi.
E' piena emergenza in casa di riposo
Giussano, ancora morti in Residenza Amica. Salgono a 21 i decessi. Ci sono poi 45 ospiti positivi presenti in struttura, 9 sono ricoverati, di cui 8 risultati positivi al tampone e 17 dipendenti affetti da Covid-19. In aggiunta a questi ci sono poi ben 50 addetti della struttura a casa in malattia. Un vero bollettino di guerra. Personale quindi in grandissima sofferenza: 67 operatori su 105 impossibilitati ad andare al lavoro. «Ormai non sappiamo più come fare - spiega il presidente Alberto Elli - siamo in grandissima difficoltà. Il personale rimasto lavora a pieno ritmo con turni massacranti, li ringrazio per il coraggio e la dedizione che stanno dimostrando. Purtroppo nonostante il grande sforzo, le risorse sono insufficienti per gestire l’emergenza. Siamo riusciti ad assumere sei persone nei giorni scorsi, ma ne abbiamo già una in malattia, dopo il primo giorno di lavoro. Serve subito aiuto, anche perchè ci aspettiamo che la situazione dei contagi e dei decessi possa ulteriormente aumentare».
I tamponi
Presidente e collaboratori stanno cercando di fare il possibile per contenere i contagi: «Abbiamo sistemato gli ospiti negativi al primo piano, in camere singole, abbiamo però in struttura anche tutti quelli che sono positivi, confinati al terzo piano - precisa Elli - abbiamo poi ordinato 180 tamponi, che porteremo in due laboratori di Milano per essere processati. Purtroppo la prima data utile per l’analisi dei tamponi a Monza è per il 12 maggio, un tempo lunghissimo per la nostra emergenza».
La necessità di fare i tamponi a tutti gli ospiti e a tutto il personale è partita dalla struttura di via D’Azeglio il 27 marzo, ma solo il 6 aprile sono arrivati i primi test. «Per salvaguardare i nostri anziani e i nostri dipendenti serve anche ripetere più spesso il tampone, ecco perchè abbiamo deciso di acquistarli per conto nostro, non sono però ancora arrivati. Siamo riusciti a sottoporre altre 20 persone al test e avremo l’esito nei prossimi giorni».
I familiari e le denunce
La preoccupazione è molto alta anche tra i familiari, che seguono quanto sta succedendo in Residenza Amica con molta apprensione, ma anche rabbia, qualcuno infatti sembra abbia voluto rivolgersi alla Magistratura, presentando denuncia. «Ad oggi non ho ricevuto nessuna comunicazione a riguardo; abbiamo fatto e stiamo facendo tutto il possibile. Posso capire i familiari, ma stiamo lavorando tutti con il massimo sforzo per contenere l’emergenza», sottolinea Elli.