Coronavirus

Giussano, sconfigge il Covid dopo due trapianti

La bella storia di Pierangelo Colombo, 61 anni, rinato tre volte

Giussano, sconfigge il Covid dopo due trapianti
Caratese, 21 Maggio 2020 ore 15:27

Giussano, sconfigge il Covid dopo due trapianti, al cuore e ai reni.

La battaglia e la rinascita

Giussano, sconfigge il Covid dopo due trapianti. E’ come se fosse rinato tre volte, due grazie al trapianto e l’ultima grazie ai medici ed infermieri che l’ hanno salvato dal coronavirus. Pierangelo Colombo, 61 anni, ha superato un trapianto di cuore nel 2005, un trapianto di reni nel 2015, grazie alla donazione della moglie e ora, il Covid-19.
Un vero miracolato.
Ha vinto la sua lunga e difficile battaglia, dopo 18 giorni di ricovero nel reparto infettivi del blocco nord del Niguarda e altri 18 giorni di quarantena a casa.
Con un doppio tampone negativo, il giussanese è tornato finalmente alla sua vita e ha potuto uscire a camminare con la moglie Marisa. Storia complessa quella di Colombo, ma che ha avuto un bel finale, dopo tanta paura e preoccupazione. Un’altra rinascita, che vuole raccontare, per dare speranza soprattutto ai trapiantati come lui, considerati soggetti fragili, ma che possono avere le stesse possibilità e forza, di tutti gli altri.

Il ricovero al Niguarda e la guarigione

Il 1 aprile, dopo giorni di febbre e totale mancanza di gusto e olfatto, è stato portato a Carate per una tac che ha riscontrato una polmonite bilaterale e la sua positività al Covid-19. Trasferimento prima a Desio e poi a Milano, al Niguarda dove è stato sottoposto al Cpap, il casco a ventilazione assistita che gli ha consentito di poter respirare.
«Sono stati giorni lunghissimi, completamente da solo, senza poter parlare con nessuno. Ho sofferto molto la solitudine. Ho avuto anche paura ma sono stato fortunato; il casco, molto fastidioso, che faceva un grandissimo rumore, mi ha permesso di migliorare sensibilmente la respirazione  e migliorare  la saturazione. L’ho tenuto per due giorni consecutivi, 48 ore interminabili, poi altri due giorni, ma per poche ore al giorno. I primi 4 giorni sono fondamentali, se si superano quelli si evita la terapia intensiva e ce la si può fare». E Colombo ce l’ha fatta.

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