Giussano, una tesi su vandalismi e giovani della città

La studentessa Camilla Pasteris lancia un sondaggio online per raccogliere materiale per la sua ricerca

Giussano, una tesi su vandalismi  e giovani della città
Caratese, 24 Gennaio 2019 ore 09:48

Giussano, una tesi su vandalismi e giovani della città.

La storia

Giussano, una tesi su vandalismi e giovani della città. Sondaggio on line sul web per raccogliere materiale utile alla sua tesi che tratta di problematiche sociali tra i giovani.
Camilla Pasteris, 23 anni, residente a Briosco, è una studentessa magistrale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, e ha scelto Giussano, per la sua ricerca di studio.
«Per il mio stage universitario alla facoltà di Lavoro sociale e servizi per famiglie, minori e comunità, ho il compito di indagare su una problematica diffusa tra i giovani sul territorio di Giussano – spiega – e per farlo ho preparato un sondaggio online, utilizzando la piattaforma di Facebook e la pagina “Sei di Giussano se…» coinvolgendo gli utenti. L’obiettivo è quello di individuare, attraverso le risposte dei cittadini iscritti, quale sia la tematica più rilevante e che necessiterebbe un intervento da parte degli operatori sociali».
Tra le tematiche selezionate compaiono il vandalismo e l’incuria degli spazi comuni, il bullismo, l’uso di sostanze stupefacenti, le gravidanze precoci e un’opzione libera.

Indagine su Giussano

Camilla ha scelto proprio Giussano perchè è una città che conosce bene, avendo già svolto un tirocinio presso i Servizi sociali, due anni fa, occupandosi proprio di minori.  “Ho selezionato le tematiche dopo aver analizzato tutti i post che sono stati pubblicati sulla pagina Sei di Giussano se, dal dicembre 2017 al dicembre 2018. Mi sono accorta che i temi più sentiti in città, sono stati proprio quelli dei vandalismi e dei bullismi. Il sondaggio mi servirà per fare approfondimenti sociali sulla problematica più votata, ma anche un progetto di studio più ampio, sentendo anche gli amministratori locali. Ho già ricevuto più di 150 risposte, in pochi giorni”. L’indagine della studentessa infatti non è fine a se stessa:  l’idea è quella di organizzare  serate sul tema, coinvolgendo   anche degli esperti e pensare a degli interventi concreti per affrontare la problematica.

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