Gran Premio e apologia fascista, è bufera

Gran Premio e apologia fascista, è bufera. L'omaggio futurista a Ferrari, Villa Reale e Frecce Tricolori ha scatenato una "coda" inaspettata di polemiche

Gran Premio e apologia fascista, è bufera
Monza, 05 Agosto 2020 ore 16:52

Gran Premio e apologia fascista, è bufera. Prima ancora dei motori, si accendono le polemiche. L’omaggio futurista a Ferrari, Villa Reale e Frecce Tricolori ha scatenato una “coda” inaspettata che ha scatenato il dibattito politico.

Poster Gran Premio e apologia fascista, il fatto

La polemica è scattata dopo la presentazione ufficiale del poster dell’edizione 2020 del Gran Premio di Formula Uno in programma (a porte chiuse causa l’emergenza Covid) il 6 settembre. Un manifesto con protagonisti la Ferrari, la Villa Reale e la pattuglia acrobatica più famosa al mondo e dove il progetto grafico è nato da un consolidato sodalizio tra l’agenzia Foolbite e il visual designer Charis Tsevis, sotto la supervisione dell’Autodromo Nazionale di Monza. Un poster ispirato al Futurismo e all’orgoglio dell’italianità con un riferimento e una citazione a Marinetti, uno dei massimi esponenti proprio del Futurismo.

Gran Premio e apologia di Fascismo, la polemica

Ma tanto è bastato ad accendere la polemica tra chi ha ha visto nel poster un richiamo al Fascismo. Come l’ex presidente della Provincia, Roberto Invernizzi che sul suo profilo Facebook ha stigmatizzato la scelta del progetto grafico e degli organizzatori. Il rappresentante del Pd ha pubblicato il poster dell’edizione 2020 con un commento piuttosto eloquente: “A chi il Gran Premio? A Noi”.

La replica di Monti (Lega): “Polemiche fuori luogo”

A stretto giro di posta, alla piazza virtuale del web è arrivata la replica ufficiale del vicecapogruppo della Lega in Regione, Andrea Monti, grande appassionato di motori e vicepresidente della Commissione Trasporti al Pirellone: “Ritengo davvero azzeccato il rimando al movimento futurista nel poster del Gran Premio presentato oggi, complimenti agli ideatori In un momento come quello che stiamo vivendo è fondamentale riscoprire l’elogio alla velocità che all’inizio dello scorso secolo ha dato slancio al mondo e all’umanità intera. Spero che sia anche di buon auspicio per una veloce ripartenza della nostra economia  dopo l’immane tragedia del Covid-19 che ha messo in ginocchio imprese e cittadini lombardi. Qualcuno ha pensato bene di costruire, sopra a questa immagine, una ridicola polemica legata all’apologia di fascismo. Spero che faccia retromarcia prima di imbarcarsi in misere figuracce sia sulla storia dell’arte che su quella dell’automobilismo sportivo. Non vorrei infatti che la furia iconoclasta resti priva di controllo e si finisca per chiedere la chiusura del Museo del Novecento a Milano”.

L’ex sindaco: “E’ un manifesto di speranza”

Stronca la polemica dem anche l’ex sindaco e anche lui ora consigliere regionale, Marco Mariani: “Perché da anni e anni dobbiamo sempre ascoltare questi discorsi? Ho visto quel poster e più ancora che un manifesto futurista, mi è sembrato un manifesto di speranza, specie dopo il dramma del Covid. Un inno alla ripartenza, alla ripresa, con protagonisti simboli dell’Italia e del nostro territorio. A me sembra davvero un’idea geniale e sinceramente ci vedo una voglia di riscatto che dovrebbe essere comune a tutti gli italiani, di qualsiasi parte politica. Mi dispiace davvero tanto che qualcuno si perda sempre in polemiche sterili”.

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