Grattacielo a San Fruttuoso e archistar – LA PROPOSTA

Ecco la ricetta per lo sviluppo futuro di Monza secondo l'assessore all'Urbanistica e all'Ambiente Martina Sassoli

Grattacielo a San Fruttuoso e archistar – LA PROPOSTA
Monza, 01 Giugno 2018 ore 07:30

Un grattacielo a San Fruttuoso, una nuova variante urbanistica più elastica, grandi archistar e il recupero delle aree dismesse puntando su investitori stranieri. Ecco la ricetta per lo sviluppo futuro di Monza secondo l’assessore all’Urbanistica e all’Ambiente Martina Sassoli.

La proposta

L’assessore monzese ha deciso di scommettere, seriamente e con il varo di incentivi concreti, sul recupero delle aree dismesse. Ma nella sua mente c’è molto di più per avvicinare Monza a Milano dal punto di vista dell’attrattività per gli investitori stranieri. «Abbiamo 800mila metri quadrati di aree dismesse e quelle mappate sono solo quelle ormai libere da decenni, perché poi c’è un patrimonio privato in dismissione recente nemmeno catalogato, interi edifici e capannoni che hanno chiuso e che potrebbero avere una nuova vita», ha spiegato Sassoli. Ma la sfida è far conoscere Monza e il suo potenziale. «Dobbiamo riportare il lavoro e al tempo stesso offrire servizi alla città e per questo sto puntando sul marketing territoriale. Vista la situazione di crisi dobbiamo superare le barriere pubblico-privato e lavorare in sinergia per rendere più bella la città».

Il marketing

Oggi il mercato è molto orientato al commerciale (di media struttura di vendita) con circa l’80% delle proposte dei privati, solo una su dieci è per il residenziale, mentre come fenomeno emergente si assesta il mercato della residenza protetta per anziani soli con servizi come la palestra, la lavanderia (un settore in ascesa nel Nord Europa). «Il vero problema è che per molti operatori stranieri la nostra area dismessa più grande, la Garbagnati da 80mila metri cubi, è considerata piccola. Milano in questo senso pur vicina come territorio ha standard troppo distanti da Monza, viaggia da sola a un ritmo da capitale europea».

I grandi archistar

«Io però non mi arrendo. Guardo a City Life, sogno per Monza grandi archistar. Non ci interessano le scatole, ma i bei complessi che riqualificano la città. Monza ha una vocazione commerciale, ma è anche residenziale. Se non vogliamo che diventi un dormitorio, ci vuole un punto di equilibrio con lavoro, ambiente e servizi». Con un’ottica così liberale, a Sassoli servono cambiamenti anche negli strumenti a disposizione. «Vorrei aprire una variante al Pgt. Il documento di piano ha un anno, dura fino al 2022 e i piani approvati possono essere attuati fino al 2032. Ci vuole più elasticità per immaginare la città del futuro e meno vincoli per dare la possibilità di investire su Monza».

La sfida verticale

In tutto questo, le istanze di chi vuole una città verde sono ben presenti nella mente della giovane assessora monzese. «Se vogliamo recuperare spazi liberi dobbiamo anche scommettere sulle altezze e sullo sviluppo verticale. In questo senso c’è il sogno di qualche archistar che ridisegni il volto di Monza, creando qualche complesso che diventi anche impulso al turismo, magari con un grattacielo a San Fruttuoso».

L’intervista integrale sul Giornale di Monza di martedì 29 maggio ancora in edicola.

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