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Gravidanza e Coronavirus: ecco quando le future mamme devono fare il tampone

Come funziona in caso di esito positivo o negativo.

Gravidanza e Coronavirus: ecco quando le future mamme devono fare il tampone
Caratese, 22 Aprile 2020 ore 14:52

Gravidanza e Coronavirus: ecco quando le future mamme devono fare il tampone. Come funziona in caso di esito positivo o negativo.

Gravidanza e Coronavirus: ecco quando le future mamme devono fare il tampone

Per chi si appresta a dover affrontare un parto in questo momento così difficile a causa dell’emergenza sanitaria in corso, qualche preoccupazione in più è naturale. I bambini continuano a nascere ogni giorno fortunatamente e dare risposte chiare ai futuri genitori è molto importante per non incrementare ansie in un momento così importante della loro vita.

Ecco perché l’Asst di Vimercate ha reso nota l’organizzazione dell’Ospedale, in questo caso di Carate, nell’accogliere le donne in gravidanza che devono sottoporsi a un ricovero o al parto.

Innanzitutto, è fondamentale ricordarlo, tutte le donne in gravidanza che devono recarsi in ospedale o per un ricovero programmato o per il parto devono essere sottoposte al tampone nasofaringeo per la diagnosi di infezione da Covid-19

Durante l’attesa del responso e anche successivamente, la gestione delle pazienti è ben organizzata secondo un protocollo specifico. Vediamolo insieme.

Ricovero programmato

Le future mamme che hanno già previsto il ricovero (esempio parto cesareo o induzione del travaglio), devono eseguire 48-72 ore prima il tampone nasofaringeo per Covid-19; il test verrà prenotato al momento della programmazione del ricovero o verrete avvisate telefonicamente della data e della sede dove effettuare il test. Per garantire l’esame in sicurezza, sono state identificate fasce orarie dedicate.

L’esito del tampone verrà comunicato telefonicamente direttamente dal ginecologo
Se il tampone è negativo si procederà con il ricovero come da programma.
Se il tampone è positivo, come indicato dal protocollo regionale, le future mamme saranno indirizzate presso il centro di riferimento (per Monza e Brianza è l’Ospedale San Gerardo di Monza) per garantire la migliore assistenza alle partorienti e ai loro bambini. Il ginecologo programmerà il ricovero a Monza e spiegherà il caso ai ginecologi che si occuperanno della presa in carico.

Ricovero non differibile ( urgente o per il parto)

In questo caso il tampone verrà eseguito al momento del ricovero in sala parto o in reparto. In attesa dell’esito
(circa 6-12 ore) la mamma indosserà mascherina e guanti e soggiornerà in camera singola. In travaglio e al parto potrà essere presente il padre del neonato, utilizzando presidi di protezione (mascherina/guanti e abiti dedicati).
Dopo la nascita, anche se non c’è ancora l’esito del tampone, il neonato potrà rimanere con la mamma, che indosserà mascherina e guanti, per il “bonding” e per l’allattamento e verrà applicato il “roaming in” in stanza singola sino all’esito del tampone.

In caso di tampone negativo

Per tutte le mamme con tampone negativo e per i loro neonati, l’assistenza proseguirà in sala parto e in reparto come di routine. Nel reparto di ostetricia verrà così garantita una separazione tra mamme negative al tampone e mamme in attesa dell’esito.

In caso di tampone positivo

Se invece il tampone risulta positivo si possono verificare due casi: nel primo caso, se possibile, la futura mamma verrà trasferita nel Centro di riferimento. Se invece non ci sono i presupposti per il trasferimento ci sarà assistenza al parto e successivamente al neonato direttamente nell’ospedale come previsto dal protocollo, poi seguirà il trasferimento del Centro di riferimento.

Il protocollo stabilisce che la mamma senza sintomi con tampone positivo, non necessariamente contagia il neonato, ma prudenzialmente è opportuna un’attenta valutazione e osservazione di entrambi. Anche al neonato
verrà eseguito il tampone e se il tampone sarà negativo potrà essere dimesso con i controlli programmati; se il tampone risulta positivo, è possibile una osservazione più lunga in reparto e quindi un controllo dopo la dimissione, come si verifica anche per la mamma.

L’informativa per i genitori, redatta dallo staff ospedaliero, sottolinea infine che la mamma positiva per Covid-19 può allattare al seno dopo essere stata adeguatamente informata e adottando le dovute precauzioni; solo se presenta sintomi di infezione respiratoria il neonato viene separato dalla mamma.

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