Diagnosi precoce

Grazie a una donazione al San Gerardo arriva l’EBUS, per la diagnosi precoce del tumore al polmone

Si tratta di un dispositivo dotato di una microsonda ecografica che permette di vedere i diversi strati della parete bronchiale e visualizzare eventuali addensamenti.

Grazie a una donazione al San Gerardo arriva l’EBUS, per la diagnosi precoce del tumore al polmone
Monza, 07 Ottobre 2020 ore 09:44

Grazie ad una donazione del valore di 50mila euro, la Clinica Pneumologica diretta dal prof. Alberto Pesci si è dotata di una nuova apparecchiatura. Si tratta dell’EBUS radiale, un dispositivo dotato di una microsonda ecografica che permette di vedere i diversi strati della parete bronchiale e visualizzare addensamenti del tessuto polmonare sui quali dirigere gli strumenti di prelievo.

Al San Gerardo arriva l’EBUS

L’EBUS (Endo Bronchial Ultra Sound) è un esame diagnostico di endoscopia toracica che
utilizza gli ultrasuoni per mezzo di un videobroncoscopio dedicato di ultima generazione
(EBUS lineare) o di minisonde ecografiche (EBUS radiale) per diagnosticare anche le più
piccole avvisaglie del tumore al polmone intervenendo con precisione ed efficacia all’interno delle vie bronchiali.

“L’EBUS radiale – spiega il dott. Almerico Marruchella, responsabile dell’Unità operativa
semplice di Endoscopia respiratoria – è una metodica che si avvale di minisonde ecografiche ad alta frequenza (20 MHz) del diametro di circa 2 mm, inseribili attraverso il canale operativo di un broncoscopio flessibile e che consente di estendere l’applicazione degli ultrasuoni, già consolidata nello studio del mediastino, alle lesioni polmonari periferiche raggiungibili per via bronchiale. Per le sue caratteristiche, l’EBUS radiale si affianca efficacemente alla fluoroscopia aumentando la resa diagnostica nelle lesioni difficilmente visualizzabili in scopia”.

Nuove metodologie per una diagnosi precoce

“La diagnostica mini-invasiva delle malattie polmonari – aggiunge il prof. Pesci – si avvale
sempre di più di tecnologie ultra fini che permettono prelievi precisi anche su lesioni
minime permettendo quindi diagnosi precoce e tempestività terapeutica. Quello che un tempo richiedeva approcci diagnostici invasivi di tipo chirurgico, attualmente si può fare con queste nuove metodologie miniaturizzate senza causare grosso disagio al paziente e permettendo di eseguire gli accertamenti in regime di day hospital”.

“Dotazioni sempre più sofisticate – commenta il Direttore Generale della ASST Monza
Mario Alparone – ci consentono di aumentare l’accuratezza diagnostica. Grazie anche alle
donazioni in periodo Covid abbiamo potuto portare avanti il progresso tecnologico iniziato
da questa Amministrazione in un’ottica di continuo rinnovamento a favore degli utenti”.

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