I gay fanno una sorpresa al sindaco

Fiori arcobaleno per Allevi, e intanto il presidente di Arcigay chiede un incontro

I gay fanno una sorpresa al sindaco
Monza, 06 Luglio 2019 ore 11:00

I gay brianzoli hanno fatto recapitare nell’ufficio del primo cittadino Dario Allevi un mazzo di fiori arcobaleno: “Le auguriamo una vita gaia quanto la nostra”

I gay omaggiano il sindaco

Il biglietto recita “Le auguriamo una vita gaia quanto la nostra” e porta la data  di oggi, 6 luglio, giornata deputata ad accogliere in città il primo Pride brianzolo della storia. Ad accompagnare la missiva un mazzo di rose arcobaleno.

Questa la sorpresa che i ragazzi di Rete Brianza Pride, organizzatori della manifestazione, hanno voluto fare al sindaco Dario Allevi. Rispondendo con garbata ironia al mancato patrocinio al corteo annunciato in settimana dal palazzo di piazza Trento e Trieste.

Fiori arcobaleno per il sindaco

Il primo cittadino ha immediatamente postato sulla sua pagina Facebook la foto dell’omaggio floreale, e suggerendo di aver gradito la sorpresa ha ringraziato augurando buona vita ai manifestanti. Pace fatta, dunque, tra il primo cittadino e la comunità lgbt brianzola? Più probabile che si tratti di una divertente, quanto elegante, provocazione.

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Vorrei incontrare il sindaco

Il caso del mancato patrocinio al Pride è intanto giunto fino a Bologna, sede nazionale dell’Arcigay.

Qui, il presidente Luciano Lopopolo ha voluto lanciare a sua volta un messaggio a Dario Allevi, invitandolo ad un incontro per chiarire l’importanza dei Pride e del sostenere le battaglie di chi, ogni giorno, viene discriminato.

Il messaggio del presidente dell’Arcigay

“Mi piacerebbe incontrare il sindaco per spiegargli quanto sarebbe importante la sua presenza al fianco di chi, quotidianamente, porta avanti la propria battaglia contro le discriminazioni – ha detto il presidente – A chi mi domanda dell’importanza oggigiorno di organizzare i Pride sono infatti solito chiedere quando sia stata l’ultima volta che ha incontrato una persona gay o transessuale che vivesse una forma di discriminazione o marginalità. Questo perché dietro alla rappresentazione che noi possiamo avere dell’identità sessuali e di quanto siano incluse nella nostra società, c’è sempre la vita reale delle persone. Quelle persone che, come presidente nazionale di Arcigay, ma soprattutto come volontario negli sportelli di ascolto, accoglienza e supporto incontro ogni giorno. Una importante fetta di popolazione che aspetta di essere inclusa e valorizzata e cui, ancora oggi, in molti casi non è permesso di vivere in sicurezza la propria identità ed i propri affetti. Solo mettendo le mani dentro le marginalità è possibile cogliere le esigenze dei vari vissuti. Di qui l’assoluta rilevanza dei patrocini dati dalle istituzioni di prossimità, perché chi si trova in una condizione di disparità sociale possa realmente sentire la vicinanza della città. Di qui, appunto, il mio appello al sindaco, che mi auguro rivedra’ le proprie decisioni. Gli rivolgo l’invito ad incontrare attiviste ed attivisti per ascoltare le loro motivazioni, perché gli giunga il valore di quanto la sua partecipazione si renda necessaria in iniziative come queste ed altre legate per esempio a progetti contro l’omofobia nelle scuole, contro le varie forme di discriminazione sociale. Il Pride, del resto, non può che essere una manifestazione politica, legata a un documento programmatico che chiede più tutela per le persone discriminate e che ugualmente è una manifestazione aperta a tutte quelle realtà, quindi anche a quelle politiche, che si riconoscono in quella piattaforma rivendicativa ed in modo più ampio nei valori della nostra Costituzione”.

 

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