I parrocchetti popolano il Parco di Monza e l’Enpa denuncia “Colpa di irresponsabili” FOTO

"E anche segno di un vuoto legislativo che consente l'immissione e l'acquisto di specie esotiche che dovrebbero invece rimanere nel loro habitat naturale."

I parrocchetti popolano il Parco di Monza e l’Enpa denuncia “Colpa di irresponsabili” FOTO
Monza, 16 Gennaio 2019 ore 10:58

I parrocchetti popolano il Parco di Monza. Ma l’Enpa denuncia “La loro presenza è la spia di un comportamento irresponsabile da parte degli uomini.”

I parrocchetti popolano il Parco di Monza

Si acquistano e poi ci si stanca. Così, alcuni parrocchetti, scappati dalle gabbie o fatti volare via di proposito, hanno nidificato e a decine hanno preso dimora nel Parco di Monza e nei giardini della Villa Reale.

E’ la denuncia della sezione monzese dell’Enpa che da diverso tempo sta tenendo sotto osservazione la situazione nell’immenso parco monzese. Ma in tanti se ne sono accorti negli ultimi mesi: benché originari di Paesi con un clima assai diverso dal nostro (il parrocchetto monaco, Myiopsitta monachus, è originario del Sud America mentre il parrocchetto dal collare, Psittacula krameri, proviene dall’Africa), i parrocchetti si sono adattati alla grande alle rigide temperature tipiche delle nostre latitudini.

“Ormai – spiegano i volontari Enpa –  è altrettanto facile vedere questi simpatici uccelli verdi tra i rami quanto merli e passerotti m,a dietro l’insolito e piacevole colpo d’occhio, si ripete un copione che ormai conosciamo a memoria: la convivenza non sempre facile tra specie locali e specie alloctone. Il parrocchetto, infatti, può competere con alcune specie autoctone, come l’assiolo, per le risorse e per la contesa dei nidi fatti nelle cavità degli alberi.”

I volontari dell’Enpa, che controllano il parco periodicamente, non riscontrano grossi problemi: sembra infatti che al momento la coabitazione con le specie locali non stia creando problemi.

Riva “Comportamento irresponsabile e vuoto legislativo”

Ma c’è un però.

Intanto – sottolinea Giorgio Riva, presidente dell’Enpa di Monza e Brianza –  la loro presenza è la spia di un comportamento irresponsabile da parte degli uomini che prima acquistano animali per il proprio divertimento e poi se ne disfano non appena sono stanchi.  Ma è anche il segno di un vuoto legislativo, a livello sia regionale sia nazionale, che consente l’immissione e l’acquisto di specie esotiche che dovrebbero invece rimanere nel loro habitat naturale.”

Non sono gli unici stranieri

Nel Parco e nei Giardini della Villa Reale i parrocchetti non sono gli unici “stranieri”. Il laghetto della Villa Reale, ad esempio, è invaso da anni dalle Trachemys scripta elegans e dalle Trachemys scripta scripta (tartarughe dalle guance rosse e tartarughe dalle orecchie gialle) di origine americana.

Così come provengono da Oltreoceano gli scoiattoli grigi, che hanno ormai colonizzato interi territori del nostro Paese.
“Altre specie sono state introdotte in Italia senza pensare alle conseguenze, basti pensare alle nutrie, al gambero rosso, al pesce siluro, originario del Danubio e immesso nel Po per organizzare le battute di pesca, e ai cinghiali, che sono ormai una vera e propria emergenza” – concludono i volontari.

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