I sindaci ricordano la loro maturità VIDEO

Ecco cosa ci hanno raccontato i primi cittadini di Cesano, Meda e Desio.

Desiano, 22 Giugno 2018 ore 10:44

I sindaci ricordano la loro maturità. Ecco cosa ci hanno raccontato i primi cittadini di Cesano, Meda e Desio.

I sindaci ricordano la loro maturità VIDEO

Maturità 2018: mentre i giovani hanno proprio ieri finito la seconda prova e si preparano a sostenere la terza, i sindaci brianzoli raccontano il loro esame. Ricordi dolci ormai… visto  che lo scoglio è stato ampiamente superato… ma la “strizza” era tale per tutti.

Maurizio Longhin – Cesano Maderno

“La ricordo come l’estate più calda della mia vita, indipendentemente dalle condizioni meteo – ha raccontato il sindaco di Cesano Longhin, che si è diplomato geometra nella sede distaccata dell’Istituto Mosè Bianchi di Seregno nel 1975. “La tensione era altissima ed è stata una vera e propria rincorsa a coprire i buchi e le lacune che avevamo accumulato nel corso dell’anno. Io ero fortissimo in italiano e topografia, mentre il mio punto debole è sempre stata economia. Fondamentali per me sono stati gli amici: con loro ho studiato e ripassato tantissimo in attesa di sostenere gli esami. Sono convinto che studiare in compagnia sia salutare, basta scegliere i compagni giusti. per tutti il consiglio è quello di essere consapevoli di quello che si è fatto nel corso dei 5 anni di scuola. L’esame conta ma il risultato è sempre frutto di una valutazione complessiva.”

Luca Santambrogio – Meda

Il sindaco di Meda ha ricordi bellissimi della sua maturità scientifica, presa nel 1994 al Collegio Arcivescovile De Amicis di Cantù.”Sono cambiati i tempi e le modalità ma gli studenti sono rimasti gli stessi”. Cosa mi ha lasciato il segno? “L’aiuto tra di noi compagni di scuola. Chi era più bravo ha sempre dato una mano a chi era in difficoltà e questo è un gesto bellissimo”.

Ecco cosa ci ha raccontato: 

Roberto Corti – Desio

Anche Roberto Corti, sindaco di Desio, ha voluto raccontare l’emozione vissuta in quei giorni. Era il 1990 e, ci rivela, “il professore prima dell’esame mi ha chiesto in che cosa mi ero preparato. E alla fine mi ha chiesto proprio quello che avevo studiato. E poi gli amici. Quelli restano. Ancora oggi ci vediamo con i compagni delle superiori. Sono affetti che non si dimenticano…”.

 

 

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