Show must go on

I teatri non si fermano. In streaming arriva Finardi

Il concerto sarà domenica 15 novembre e coinvolgerà il Teatro Manzoni di Monza

I teatri non si fermano. In streaming arriva Finardi
Monza, 11 Novembre 2020 ore 08:29

Di fermarsi non hanno alcuna intenzione. Anche il Teatro Manzoni è uno dei 29 poli che ha aderito alla campagna «In Lombardia i teatri non si fermano» promossa dalla Regione e dal Comune di Monza.
E così offrirà al pubblico (in attesa di poter riaprire i battenti, in presenza) un concerto da apprezzare in diretta streaming sul portale di Regione Lombardia domenica 15 novembre alle 20.30 (https://mediaportal.regione.lombardia.it/portal/live).

Finardi in concerto

L’artista che si esibirà sul palco del Teatro Manzoni di Monza è Eugenio Finardi, grande protagonista della scena cantautorale italiana, musicista polistrumentista.
La formazione che si esibirà a Monza è quella dell’«Acoustic», che vede Finardi in scena con il chitarrista Giovanni Maggiore (alias Giuvazza), promettente cantautore e affermato musicista della scena torinese e alla nipote Federica Finardi Goldberg, violoncellista di prim’ordine che da anni ormai è parte integrante dei suoi spettacoli live. Al trio storico si aggiunge Annie Barbazza, talento emergente della scena internazionale del rock progressivo che aprirà il concerto.
E’ una versione più intima e coinvolgente dello show full band di Eugenio Finardi, un vero spettacolo tra canzoni e racconti in cui il cantautore ribelle si interroga sul significato della «Verità nell’Arte».
Eugenio decide di mettersi in gioco ancora una volta salendo sul palco per raccontare e raccontarsi affiancando al suo vastissimo catalogo musicale, il suo altrettanto ampio background culturale.
Tra musica e parole, descriverà se stesso e il nostro tempo, dimostrando ancora una volta le sue incredibili doti affabulatorie.

La Cultura come il pane

A volere fortemente l’iniziativa nel teatro comunale del capoluogo della Brianza è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Monza, Massimiliano Longo che commenta: «È un’opportunità importante perché siamo convinti che la Cultura non debba fermarsi, neppure di fronte a un’emergenza sanitaria. La Cultura è un servizio essenziale come i supermercati o le farmacie: è cibo e medicina per la mente. Senza contare che la cultura è una vera e propria industria per tutto l’indotto che è in grado di generare (in Lombardia il volume d’affari del teatro nel 2018 era di quasi 116 milioni di euro, quello del cinema superava i 151). Il Governo ha deciso di spegnere i riflettori su questi settori, di chiudere cinema e teatri, lasciando al buio spettatori e lavoratori del mondo dello spettacolo. Noi facciamo una scelta diversa: terremo aperti i luoghi della cultura, anche se solo virtualmente».

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