Il riconoscimento della salma è toccato alla moglie: la vittima dell’agguato a colpi d’arma da fuoco avvenuto nei boschi del Parco delle Groane a Misinto la sera del 24 gennaio è Mohamed Mhaouchi, nazionalità marocchina, solo 22 anni di età.
Identificato il pusher ucciso a Sant’Andrea: lo ha riconosciuto la moglie
Il giovane non aveva addosso alcun documento di identificazione, ma venerdì scorso, in occasione dell’esame autoptico disposto dal sostituto procuratore di Monza Stefania Di Tullio, che coordina le indagini dei Carabinieri di Seregno, gli inquirenti sono riusciti ufficialmente a dare un’identità al nordafricano. Decisivo, in questo senso, è stato il contributo della donna con cui risultava sposato. L’accertamento medico legale, inoltre, ha confermato che il decesso è avvenuto a causa di più colpi d’arma da fuoco, forse uno o più fucili, che lo hanno raggiunto in varie parti del corpo.
Si indaga su un regolamento di conti tra spacciatori
Il fatto era avvenuto nella tarda serata di sabato 24, nel polmone verde a cavallo tra le province di Monza e Varese, nel territorio del comune di Misinto. Quasi certamente, dietro all’episodio di sangue c’è un regolamento di conti tra spacciatori nordafricani, attivi al Parco delle Groane.
Ferito un 19enne che faceva da “sentinella”
L’agguato avvenuto nella vegetazione ha portato al ferimento anche di un altro marocchino 19enne, raggiunto da provvedimento di fermo emesso dal pm Stefania Di Tullio, ma soltanto in merito ad accuse di spaccio di sostanze stupefacenti per i quantitativi di cannabis e coca trovati nella sua disponibilità (il 22enne Mhaouci, invece, aveva con sé una carta prepagata e una somma di denaro contante). Ai Carabinieri il 19enne ha ammesso di partecipare all’attività di spaccio con la vittima, facendo da «sentinella». E’ stato sottoposto alla prova dello «stub» per verificare l’eventuale uso di armi da fuoco, ma l’accertamento avrebbe dato esito negativo.