Il “buon padre di famiglia” scatena la polemica politica: “Espressione sessista”.

Dibattito aperto tra Partito democratico e Lega dopo lo scontro di vedute tra due consiglieri comunali.

Il “buon padre di famiglia” scatena la polemica politica: “Espressione sessista”.
Seregno, 05 Gennaio 2020 ore 16:37

Il “buon padre di famiglia” a Cesano Maderno scatena la polemica politica e apre il dibattito: “E’ un’espressione sessista?”.

Il “buon padre di famiglia” a Cesano Maderno scatena la polemica

Lei la definisce: “Una riflessione generale, sulla mia pagina personale Facebook, rivolta al persistente utilizzo dell’espressione «buon padre di famiglia»”. Eppure, girata di smartphone in smartphone all’indomani di una stizzita critica alla Lega in Consiglio comunale, quella riflessione sul linguaggio pubblico e sugli stereotipi di genere ha scatenato una guerra politica a suon di post e comunicati e l’ha fatta finire “oggetto di forte polemica e di attacchi violenti alla mia persona e alla mia professionalità” in arrivo da tutta Italia.

“Espressione oggi più che mai obsoleta e sessista”

E’ martedì quando il consigliere Pd (e avvocata) Sara Spadafora, reduce dal Consiglio comunale, scrive sui social: “Ieri sera è stato richiamato il bisogno di pensare ed agire da “buon padre di famiglia”. Ancora troppo spesso i politici utilizzano questa metafora, che altro non è se non uno stereotipo per il quale le donne non sarebbero all’altezza di rappresentare un modello di ragionevolezza. Espressione oggi più che mai obsoleta e sessista”. Nessun attacco personale al consigliere comunale della Lega Luca Bonfanti, che però si è sentito chiamato in causa: “Vorrei rispondere al consigliere che mi dà oltremodo del sessista, che è riprovevole che un consigliere comunale definisca metafora quello che è un preciso concetto giuridico. E che se quel consigliere di mestiere fa l’avvocato, questo sì che fa accapponare la pelle”.

In Consiglio comunale l’inizio della polemica

Tutto ha inizio lunedì sera in Consiglio comunale. Dopo che il consigliere Bonfanti ha esortato la maggioranza a ragionare da buon padre di famiglia (“Il buon padre di famiglia non è quello che stanzia 10 milioni. E’ quello che ne mette cinque ma li utilizza in maniera coscienziosa”), Spadafora, in un intervento sull’impegno dell’Amministrazione per la parità di genere, ha commentato: “A sentire ancora oggi espressioni retoriche che contengono uno stereotipo obsoleto mi si accappona la pelle”. Questo in aula. L’indomani il post e da lì i botta e risposta a distanza di decine di esponenti dei due partiti (tra cui la senatrice Pd Valeria Valente).

Le reazioni social di Lega e Pd

Il consigliere regionale leghista Andrea Monti scrive: “Si è ormai perso il senso della ragione e del ridicolo. Ci si accapiglia sui termini quando il rispetto delle donne e delle madri andrebbe dimostrato con i fatti”. Gli risponde il Partito democratico di Cesano, che come già Spadafora in replica a chi la accusava di non conoscere il Codice civile, precisa: “L’espressione del buon padre di famiglia, per quanto antica e presente tuttora nel nostro Codice civile, risulta limitante e fuori luogo, tanto che altri Paesi europei, come la Francia, hanno preferito sostituirla con «persona ragionevole»”. Aggiunge il Pd: “Non è ammissibile che nel 2020 esponenti politici leghisti strumentalizzino i social network dando origine a polemiche e commenti collettivi oltremodo vergognosi e diffamanti”. Va avanti la Lega: “Non è con lo stravolgimento di alcune locuzioni – così Barbara Mazzarello, coordinatrice del gruppo “Donne della Lega di Monza e Brianza” – o con la sostituzione di una vocale al termine di un vocabolo che le donne otterranno più considerazioni o più diritti”. “Ancora una volta il Pd – afferma il commissario provinciale Andrea Villa – non ha perso l’occasione di fare polemiche inutili anziché affrontare in maniera concreta i tanti problemi che interessano i nostri cittadini”. Fine della diatriba? Macché. “La battaglia contro il perdurare di certa terminologia sessista – ribatte con decisione Spadafora – è di sostanza e continuerò insieme a molte altre donne a portarla avanti”.