Cronaca
La lettera commossa della madre

Il miracolo di Francesco: esce dal coma grazie alle preghiere di tutti

Il 21enne monzese era stato travolto da un ubriaco

Il miracolo di Francesco: esce dal coma grazie alle preghiere di tutti
Cronaca Monza, 09 Dicembre 2021 ore 14:29

Travolto da un’auto guidata da un ubriaco, si è salvato per un soffio. E ora, a due mesi dal terribile incidente che lo ha coinvolto, Francesco si sta riprendendo, superando ogni più rosea aspettativa dei medici. Due mesi lunghi e difficili tanto per lui, quanto per i suoi famigliari e gli amici che non hanno mai smesso di pregare.

A ringraziare quanti, in questi mesi, hanno rivolto un pensiero a lui, è stata la mamma del 21enne attraverso una lettera all’informatore parrocchiale della Comunità pastorale Santi Quattro Evangelisti di Monza.

L’incidente

Il terribile incidente si è verificato in Veneto, nella zona industriale di Quinto di Treviso, nella notte tra venerdì 24 e sabato 25 settembre di quest’anno. Il monzese si trovava a casa della nonna insieme al fratello. Quella notte (erano circa le 2.40) stava rientrando a casa dopo una serata trascorsa tra amici. Insieme, stavano camminando lungo la strada, conducendo a mano le proprie biciclette. Su di loro, all’improvviso, si era abbattuta una Fiat Punto condotta da un ventenne trevigiano che poi si scoprirà essersi messo alla guida completamente ubriaco. Il 21enne era stato travolto sul marciapiede dal mezzo che poi si era andato a schiantare contro un muretto, prendendo fuoco. Se il conducente, nonostante tutto, ne era uscito praticamente illeso (così come gli amici del 21enne che erano riusciti a schivare l’auto fuori controllo), così non era stato per il monzese, rimasto gravemente ferito. Soccorso dal 118, era stato trasportato d’urgenza in ospedale a Treviso.

Le speranze della famiglia

"Il 25 settembre alle tre di notte è arrivata la telefonata che ogni genitore spera e prega di non ricevere mai - ha scritto la madre Antonella sulle pagine dell’informatore - Francesco era appena stato investito da un automobilista ubriaco ed era gravissimo in ospedale. Siamo saltati giù dal letto e siamo partiti per Treviso". Ha preso così il via un percorso lungo e difficile, ma anche "ricco di fede, amore e speranza".

Un percorso nel quale Francesco e la sua famiglia non sono stati soli. Da nord a sud, ma anche oltre confine, tantissimi fedeli si sono mobilitati con preghiere e pellegrinaggi.
La notizia del terribile incidente ha letteralmente fatto il giro del mondo: dalla Polonia al Messico, raggiungendo anche l’Argentina e Santo Domingo. Un gruppo di preghiera si è anche formato in Vaticato.

I ringraziamenti della madre

Alla famiglia sono giunti messaggi di affetto da ogni continente. Amici e pure sconosciuti, come quelli che al termine del Cammino di Santiago hanno acceso un cero per lui.
"Non saprei come descrivere la sensazione di calma e sicurezza che io mamma ho percepito fin da subito. Francesco, dal momento in cui si è verificato l’incidente, è sempre stato in mani sicure. Ne abbiamo avuto la conferma quando, dopo interventi e infezioni, al di là di ogni più rosea aspettativa medica, si è svegliato da solo dal coma ben prima del previsto, obbedendo addirittura a semplici ordini come stringere la mano. Non poteva essere altrimenti, aveva e ha a sua disposizione un fiume di energia, calore e positività da cui attingere la forza necessaria per tornare alla sua normalità di studente di 21 anni".
Dopo due mesi in ospedale a Treviso, lo scorso 24 novembre è tornato in Brianza, in un centro di riabilitazione dove sta seguendo il percorso che lo riporterà alla normalità.

"Insieme ce l'abbiamo fatta"

"Insieme ce l’abbiamo fatta e questo è il senso vero di essere una comunità - ha scritto ancora commossa la donna - Abbiamo riscoperto una grande famiglia che ci ha abbracciati anche a distanza". E ha concluso ringraziando l’intera comunità pastorale dei Santi quattro evangelisti e in particolar modo don Luca Magnani «che mi chiamava ogni volta che avevo un attimo di smarrimento. La vittoria di Francesco è un po’ anche quella di tutti noi. Grazie".

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