grande riconoscimento

Il monzese Enrico Dalceri, Mabilia dei Legnanesi, è Cavaliere della Repubblica

Ieri, lunedì 6 luglio, la cerimonia ufficiale.

Il monzese Enrico Dalceri, Mabilia dei Legnanesi, è Cavaliere della Repubblica
Monza, 07 Luglio 2020 ore 10:43

La Mabilia dei Legnanesi è Cavaliere della Repubblica: il monzese Enrico Dalceri ha ricevuto il riconoscimento per una vita “fatta di moda, arte e palcoscenico”.

La Mabilia dei Legnanesi è Cavaliere della Repubblica

Enrico Dalceri, monzese, classe 1962, conosciuto e amato dal grande pubblico come la Mabilia dei Legnanesi, è stato insignito dal Presidente Sergio Mattarella della prestigiosa onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica, su proposta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Il decreto del presidente della Repubblica è stato firmato il 27 dicembre 2019, pubblicato poi sulla Gazzetta Ufficiale del 27 aprile scorso; ieri, lunedì 6 luglio, la cerimonia ufficiale.

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

L’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, primo fra gli Ordini Nazionali, è stato istituito nel 1951, con la finalità di “ricompensare benemerenze acquisite verso la Nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari”.

“Torna forte il legame con Tony Barlocco”

Una lunga esperienza professionale a tutto tondo in cui arte e moda, impegnandosi a trasmettere e valorizzare la cultura e le tradizioni italiane, si sono fuse con rigore e professionalità. Nel 1986, i due percorsi prendono il via parallelamente, raccogliendo in scena negli anni a seguire il testimone della Mabilia – portata in scena per la prima volta da Tony Barlocco -, la figlia maggiorenne e da sempre “zitella” della famiglia Colombo; oltre a interpretare la figlia soubrette di Teresa (Antonio Provasio) e Giovanni (Lorenzo Cordara), Dalceri cura anche gli straordinari costumi di scena, rigorosamente made in Italy, che incantano gli spettatori con tulle, lustrini e paillettes, spesso indossando o restaurando i costumi originali di Tony Barlocco. Ma, dietro le quinte, per I Legnanesi si occupa anche delle musiche, delle scenografie e della supervisione delle coreografie.

“Nel ricevere questa onorificenza, torna forte il legame con Tony Barlocco, anch’egli proclamato Cavaliere della Repubblica nel 1975, con presidente della Repubblica Giovanni Leone e presidente del Consiglio Aldo Moro” spiega la celebre compagnia teatrale dialettale.

Dalceri commenta la notizia del riconoscimento

“Non me l’aspettavo e questo raddoppia la felicità. Ora sono ancora più orgoglioso di essere italiano. Voglio ringraziare innanzitutto chi mi ha dato questa onorificenza, e quindi il presidente Mattarella e il presidente Conte, ma anche chi mi ha dato l’opportunità di riceverla, dando il mio piccolo contributo nel mondo della cultura e dell’arte, cioè Giorgio Armani, che mi ha voluto a lavorare con sé nel suo ufficio stile, e Antonio Provasio, che vent’anni fa mi ha affidato il ruolo con il quale ho conquistato l’affetto del pubblico”.

L’ingresso nei Legnanesi

L’ingresso nella celebre compagnia teatrale dialettale risale però al 1986, un anno particolarmente fortunato nella vita di Dalceri. “Quell’anno i pianeti erano tutti dalla mia parte – commenta ridendo – Io, che avevo studiato ragioneria ed ero stato un bambino talmente timido da non riuscire nemmeno a recitare la poesia di Natale, sono entrato nella maison Armani, ottenendo il grande privilegio di imparare una professione splendida direttamente sul campo, in azienda, da un maestro d’eccezione come il mitico Giorgio; e sono stato scritturato da una compagnia altrettanto mitica”.

Il “come” merita di essere raccontato

“Ero andato a vedere i Legnanesi al Teatro Nuovo di Milano, in piazza San Babila, e mentre assistevo allo spettacolo ero invidioso, in senso buono, del divertimento che percepivo sul palco. Mi sono detto: anch’io voglio essere parte di questa cosa bellissima, anch’io voglio divertirmi così. Quando è calato il sipario ho fatto una pazzia: mi sono presentato nei camerini e ho chiesto se avessero bisogno di un ballerino. Fortuna ha voluto che un ragazzo della mia corporatura stesse partendo per il servizio militare: la sera dopo ero in scena, senza saper fare nulla. Dopo lo spettacolo Felice Musazzi mi ha detto: hai retto bene la scena anche se non ti abbiamo ancora insegnato niente, sei assunto”.

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