Implantologia a carico immediato, ritrovare la gioia di sorridere in 48 ore si può

Il dottor Cavellini degli Studi Mezzena spiega come fare

Implantologia a carico immediato, ritrovare la gioia di sorridere in 48 ore si può
07 Marzo 2019 ore 10:00
Il dottor Cavellini, con una lunga formazione in Parodontologia, Implantologia e Protesi dentaria portata a termine con i maggiori esperti internazionali, dal 2008 è membro dei Kois Center Alumni presso il Kois Centr di Seattle (USA), centro d’eccellenza mondiale in riabilitazioni occlusali, protesiche e implanto-protesiche. Dal 2012 è «Graduate» e «Prosthodontist Recognised Specialist», mentre dal 2015 «Mentor» presso lo stesso centro.

 

Sono i batteri i principali nemici del nostro sorriso, danneggiano i denti attraverso malattie come la carie e la malattia parodontale.

Essi proliferano in bocca grazie all’ambiente favorevole che vi trovano, umidità e temperatura costante intorno ai 37 gradi, favoriti da famigliarità nello sviluppare determinate patologie e incapacità di contrastarle con un’ igiene domiciliare efficace.

Implantologia a carico immediato, ne parliamo con il dottor Cavellini Mentor del Kois Center di Seattle (USA) centro di eccellenza internazionale in ricerca e didattica nelle riabilitazioni occlusali, dento-facciali implanto e dento-protesiche, implantologo e protesista tra i più apprezzati sul nostro territorio ogni giorno al lavoro negli Studi Mezzena.

«Purtroppo le infezioni che provocano i batteri spesso causano danni molto gravi alla bocca» spiega il dottor Paolantonio Cavellini. «Sarà il dentista, a stabilire se sia possibile salvare i denti naturali attraverso terapie conservative, oppure se si renda necessario ricorrere alla loro sostituzione con la chirurgia implantare per la riabilitazione. Comunque oggi, grazie ai progressi effettuati in implantologia, nessun problema, anche in caso di perdita dentale singola, parziale o totale, è infatti possibile tornare a sorridere presto e bene nel giro di poche sedute ».

Può spiegarci cosa accade al paziente che si presenta nelle vostre cliniche dentali per la prima volta?

«Certo, il paziente viene sottoposto a una prima visita, il dentista, al termine di approfonditi controlli attraverso tutti i dispositivi e le tecnologie più innovative, gli prospetta le soluzioni. A seconda delle patologie eventualmente riscontrate si elaborano percorsi terapeutici personalizzati».

Cosa accade a chi ha perso i denti, o li sta perdendo a causa della piorrea o carie dentale?

«Si valutano caso per caso le possibili soluzioni, dalle terapie per curare i denti interessati e bloccare la progressione della malattia o la sostituzione dei denti irrimediabilmente compromessi.

Tenga conto che anche nei casi più gravi è sempre possibile ritrovare il sorriso. Non solo, grazie all’implantologia a carico immediato alla quale il dentista può ricorrere, è possibile tornare a sorridere entro le 48 ore dall’intervento chirurgico».
Una prospettiva che sta restituendo gioia di vivere a tantissimi pazienti…
«Certo! Fino a pochi anni fa occorrevano mesi o anni con interventi chirurgici multipli, complicanze postoperatorie e disagi maggiori per i pazienti, ma soprattutto grandi investimenti in termini economici. Oggi, grazie alla metodica a carico immediato, bastano poche ore meno disturbi e cifre più contenute per risolvere i propri problemi».

Supponiamo che il dentista riscontri danni da carie o piorrea nel paziente. Come si effettua la riabilitazione più nel dettaglio?

«Per prima cosa bisogna eliminare le cause che hanno determinato la parodontite e/o le lesioni cariose, cioè i batteri.
Le lesioni cariose colpiscono i denti nella loro parte esterna creando cavità o fratture. In alternativa i batteri possono generare problemi al parodonto (tutto ciò che circonda il dente, gengiva, legamento parodontale ed osso) provocandone un’infiammazione cronica, definita gengivite nella fase iniziale qualora sia superficiale e le gengive si presentino più gonfie, scure e sanguinanti. Si parla invece di parodontite, quando la compromissione è più profonda e va a intaccare l’osso».

Come si rimuovono i batteri?

«Attraverso la terapia causale che ha come scopo il raggiungimento di due obiettivi. Il primo è quello di rimuovere placca e tartaro sopra e sotto-gengivale; questo lavoro è svolto dall’odontoiatra/igienista durante le sedute in ambulatorio. Il secondo obiettivo, invece, è quello di insegnare al paziente le manovre di igiene orale per la rimozione quotidiana della placca. La terapia si svolge in numero di sedute variabile da un minimo di 2 fino ad un massimo di 6 in relazione ai denti interessati e alla gravità del caso. Salvo casi particolari, le sedute hanno frequenza settimanale. In seguito alla terapia causale, cui normalmente ci si sottopone una volta nella vita, il paziente entra in un programma di mantenimento personalizzato, ossia richiami di igiene orale prima mensili e poi ogni 3-6 mesi in base alla gravità della compromissione, in cui si valuta come sta lavorando a casa e si mantiene monitorata la carica batterica».

Terapia causale e prevenzione

«Ricordo che grazie alla terapia causale non si provvede solo al risanamento o alla prevenzione delle eventuali malattie del cavo orale, ma si offre al paziente anche lo spunto per verificare le proprie condizioni di salute generali, riuscendo a prevenire patologie spesso molto più gravi della parodontite. Studi internazionali pubblicati da diversi anni, ma quasi del tutto ignorati in Italia, hanno accertato la sussistenza di una fortissima correlazione tra la malattia parodontale e quelle del sistema cardiovascolare. Pertanto, essendo la patologia parodontale asintomatica nella maggior parte del suo decorso, diagnosticandola per tempo, il paziente oltre a salvare i denti, può prevenire eventuali complicanze cardiovascolari. Ricordo che infarto, ictus e altre problematiche legate al cuore e ai vasi sanguigni sono una delle principali cause di morte anche in Italia. E’ come se la malattia parodontale fosse la punta di un iceberg: curandola il paziente potrà prevenire o modulare eventuali invalidanti patologie prima che esplodano in tutta la loro gravità. Questo gli permetterà di preservare la propria qualità di vita mettendolo al sicuro da brutte sorprese».

Cosa accade dopo la terapia causale?

«Una volta effettuata la terapia causale il paziente viene rivisitato a bocca igienizzata ed insieme ai supporti diagnostici radiografici (status RX, T.A.C. cone beam), ai modelli studio del caso e all’Analisi Digitale Fotografica (Digital Smile Design) si procede ad un piano di trattamento, che può comprendere varie terapie per curare e ripristinare i denti esistenti mantenibili o sostituirli con impianti dentali. Quando il recupero dei denti naturali non è più possibile il dentista può decidere di procedere al ripristino degli elementi dentari attraverso l’implantologia a carico immediato».

Cos’è l’implantologia a carico immediato. Com’è possibile ritrovare il sorriso già entro 48 ore dopo l’atto chirurgico?

«Negli Studi Mezzena è possibile risolvere dai casi più semplici a quelli più complessi, in tempi contenuti entro le 48 ore dalla chirurgia implantologica a carico immediato post- estrattiva flap-less. Il successo è legato alla metodica che sta nella perfetta valutazione della stabilità primaria della radice artificiale espressa dalla forza impressa dall’apposito strumento nell’avvitamento dell’impianto in titanio nell’osso. Questa valutazione della forza di Torque (espressa in Newton-Centimetri) è la chiave della terapia. Grazie a essa, infatti, si effettua la protesizzazione immediata dell’impianto con possibilità per il paziente di poter masticare normalmente non appena uscito dallo studio, 48 ore dopo la chirurgia implantare».

Cos’è la finestra temporale di stabilità primaria?

«L’implantologia a carico immediato può essere attuata con successo perché sfrutta la finestra temporale di stabilità primaria che va da 0 a 72 ore: un periodo di tempo durante il quale è possibile finalizzare l’impianto senza intervenire nella guarigione che, per quanto riguarda l’osso, ha inizio dopo 72 ore dall’intervento. Questa straordinaria scoperta permette di agire con un efficace atto chirurgico unico anche in caso di estrazioni dentarie multiple o totali, posizionando le radici artificiali in una sola seduta ed eseguendo la rilevazione di impronte e la relazione tra le due arcate per la realizzazione del manufatto protesico».

Prima ci ha parlato di Digital Smile Design, cos’è?

«Un software che permette di progettare in digitale la riabilitazione estetica e funzionale del sorriso. Strumenti semplici ed automatici mediante un percorso guidato ed intuitivo permettono di presentare al paziente l’anteprima del risultato protesico e di fornire all’odontotecnico tutte le informazioni necessarie per l’esecuzione del lavoro. Tutto questo nell’ambito di trattamenti di implantologia estetica che prevedono terapie protesiche, conservative, ortodontiche ed implantari considerando che l’obiettivo dovrebbe sempre essere l’ottenimento, oltre che di una funzione e di una biologia ottimali, anche di un aspetto gradevole».

E la tecnica Flap-Less?

«Flap-less significa “senza lembo”. Grazie a essa il dentista può posizionare gli impianti senza esposizione della cresta ossea e senza più utilizzare bisturi e suture. Questa metodica favorisce tutti i pazienti riducendone i disagi postoperatori e soprattutto quelli a rischio, per esempio con problemi di coagulazione sanguigna a causa di diverse patologie metaboliche, o che, con problemi cardiovascolari, assumono quotidianamente appositi farmaci».

Costa tanto una riabilitazione realizzata presso gli Studi Mezzena?

«Direi che le nuove tecniche di implantologia a carico immediato sono molto più convenienti di quelle tradizionali, anche se il vero risparmio è fare una riabilitazione che risolva tutte le problematiche funzionali e dentofacciali, che duri a lungo nel tempo (possibilmente tutta la vita, ndr) e metta a riparo il paziente da recidive che potrebbero creare danni più gravi di quelli iniziali con costi e disagi enormi in certi casi difficili da gestire dal punto di vista clinico ed economico per il paziente.

Per questo motivo consiglio a chiunque voglia intraprendere una riabilitazione odontoiatrica che dovrebbe affidarsi a professionisti competenti e con lunga esperienza clinica in grado di risolvere i loro problemi a costi corretti giustificati da prestazioni e materiali di alto livello per evitare rischi di insuccesso che potrebbero compromettere la qualità di vita del paziente».

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Il caso clinico risolto dall’equipe del dottor Cavellini

«Paziente maschio di anni 70 soggetto ad una parodontite cronica aggressiva (piorrea). Risulta avere il 100% degli elementi di entrambe le arcate dentarie compromessi da un severo riassorbimento osseo orizzontale. Dopo essere stato sottoposto al protocollo di terapia causale (igienizzazione profonda e settoriale con insegnamento di tecniche di mantenimento di igiene domiciliare) visionato e studiato lo status radiografico, la Tac Cone Beam e i modelli studio, effettuato un’analisi fotografica digitale (Digital Smile Design), confrontato le foto storiche e preoperatorie del paziente e raccolti tutti i dati dento–facciali e funzionali, si pianifica un trattamento che risolva a lungo termine tutte le problematiche».

Il trattamento

Il paziente, dopo aver compreso e accettato il piano di cure, viene sottoposto alla riabilitazione chirurgica implanto-protesica.
In un’unica mattinata vengono estratti i denti ormai irrimediabilmente compromessi di entrambe le arcate inserendo gli impianti ( le radici artificiali) al loro posto. Raggiunta la stabilità primaria delle radici artificiali, si esegue l’impronta, si rilevano le relazioni occlusali e due giorni dopo vengono consegnate le protesi totali fisse avvitate sugli impianti. Per concludere si programmano gli appuntamenti periodici di controllo e gestione della causa batterica per mantenere la riabilitazione per tutta la vita.

A chi rivolgersi

Gli studi dentistici Vito e Nadia Mezzena aspettano i pazienti nelle diverse sedi lombarde. Per informazioni e indirizzi www.studimezzena.it

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