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In ospedale sboccia l’albero dei guariti

Una pianta di speranza, su cui ogni giorno aumentano i fiori... dei dimessi

In ospedale sboccia l’albero dei guariti
Monza, 15 Aprile 2020 ore 16:10

C’è una pianta davvero speciale che cresce nel reparto Malattie Infettive dell’ospedale San Gerardo di Monza.
E’ un albero di cartone su cui spuntano germogli di vita unici o sarebbe meglio dire di rinascita.

L’albero della speranza

Ad alimentare l’albero, infatti, sono gli stessi operatori in prima linea al nosocomio cittadino che con grande sensibilità hanno deciso di aggiungere un fiorellino per ogni paziente dimesso. Un segnale che chi con grande spirito di sacrificio e professionalità combatte la guerra contro il nemico invisibile, il coronavirus, non ha mai considerato i pazienti numeri, ma sempre persone.
E il segnale di timidissimi miglioramenti, si vedono anche perché in questi ultimi giorni l’albero è un po’ meno spoglio e ha iniziato a fiorire. E questa idea è tanto piaciuta che presto sono sorti alberi anche in altri reparti Covid del San Gerardo e negli altri ospedali italiani che hanno copiato la bella idea monzese per infondere un po’ di speranza.

Più dimessi, meno urgenze

E’ la prova che – come hanno rivelato anche gli operatori in prima linea – dopo un mese durissimo, iniziano turni meno massacranti, con meno urgenze. «Molti nostri pazienti stanno migliorando e diversi li abbiamo anche dimessi come dimostrato dai fiorellini sull’albero, che sono in aumento – hanno spiegato gli operatori dei reparti Covid, che però hanno anche chiesto di non abbassare la guardia, per evitare nuove pressioni sui servizi sanitari – Facciamo ancora qualche sacrificio e restiamo a casa… Stiamo investendo sul nostro futuro, soffriamo oggi per tornare a vivere domani». Diminuisce anche un po’ la pressione sul Pronto soccorso dei nuovi accessi, che nel picco dell’emergenza erano stati continui come una valanga. E qualche buona notizia c’è anche per i ricoverati che ora, grazie alla donazione dei trenta tablet da parte di una imprenditrice monzese, sono meno soli. «Quando possibile a seconda dei carichi di lavoro, facciamo le videochiamate per loro ai parenti, per cui anche i pazienti più anziani e quelli in Cpap anche se a distanza, ogni 1-2 giorni riescono a vedere i propri cari anche se da uno schermo».

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